Cesare Maldini: un grande calciatore, allenatore e uomo

Pubblicato il autore: Simone Satragno Segui

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Dopo la triste notizie di Johan Cruijff di qualche giorno fa, un altra scuote il mondo del calcio: la morte di Cesare Maldini, padre di Paolo Maldini, ha colpito infatti in modo violento e inaspettato il mondo del Milan e di tutto il calcio italiano. Cesarone, come lo chiamavano tutti, se n’è andato all’età di 84 anni. E’ stato un uomo di calcio, il primo capitano a legare il suo nome ad una grande vittoria internazionale.

Proprio Cesare Maldini, triestino di nascita e milanese di adozione, nel lontano 23 maggio 1963 a Wembley, condusse il Milan di Nereo Rocco nella finale di Coppa dei Campioni contro i portoghesi del Benfica. Il primo successo internazionale della storia rossonera è perciò legato anche alla sua figura, che possente ed educata, alzava sotto un cielo stellato inglese la prima delle 7 coppe dei Campioni della storia milanista. Una carriera da difensore, iniziata nella sua Triestina, ma poi esplosa con il Milan: 347 partite e 3 gol resteranno per sempre indelebili nelle menti degli storici tifosi rossoneri. Una carriera rossonera lunga 12 anni, che lo hanno portato a vincere 4 scudetti, una Coppa Latina e una Coppa dei Campioni.

Di Maldini Senior, la generazione degli anni ’90 / 2000 ricorda in particolare due cose: il derby Milan – Inter vinto incredibilmente per 6-0 dai rossoneri, nel  lontano 11 maggio 2001 e le simpaticissime imitazioni di Teo Teocoli, che hanno fatto conoscere a tutti un individuo di grandissimo spessore umano e sportivo.

Ma Cesare Maldini era un uomo estremamente intelligente e acuto, per questo decide di intraprendere la carriera da allenatore, prima come vice del grande maestro Nereo Rocco, poi Foggia, Ternana e infine in Serie C1 con il Parma, che Maldini porterà anche in Serie B. Ma le soddisfazioni più grandi arrivano con la maglia azzurra, essendo stato il grande artefice della rinascita della nazionale Under 21, con tre europei di categoria vinti consecutivamente. Dopo questi miracoli sportivi nel dicembre del 1996 diventa allenatore della Nazionale Maggiore fino alla beffarda eliminazione subita dalla Francia, poi divenuta campione del mondo, ai calci di rigore a Francia 1998. Gli appassionati e nostalgici di calcio ricorderanno il rigore stampatosi sulla traversa di Gigi Di Biagio.

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La delusione dell’esonero e della sconfitta peseranno su Cesare, che il 2 febbraio 1999 ritorna al Milan, ma con un ruolo differente rispetto al passato: interpreta infatti il ruolo di capo e coordinatore degli osservatori del Milan. Il 14 marzo 2001 poi va a sedere temporaneamente sulla panchina della squadra rossonera come direttore tecnico, con Mauro Tassotti allenatore, che sostituisce  l’esonerato Alberto Zaccheroni; il 17 giugno a fine campionato, concluso al 6º posto, ritorna al suo ruolo di capo osservatore, sostituito in panchina dal turco Fatih Terim. Il 19 giugno 2001 gli viene assegnato un secondo compito: farà il consigliere tecnico dell’allenatore dell’ex allenatore della Fiorentina.

Il 27 dicembre diventa C.T. del Paraguay in vista dei Mondiali 2002. Riesce incredibilmente a qualificarsi per i mondiali in Corea e Giappone, diventando il più anziano allenatore del torneo all’età di 70 anni, record poi battuto nell’edizione 2010 da Otto Rehhagel con i suoi 71 anni. Il 15 giugno 2002 viene sconfitto dalla Germania agli ottavi di finale e successivamente rassegna le dimissioni.
Cesare Maldini, bandiera e simbolo di un grande Milan, ma anche della nazionale italiana. Se ne va un pezzo di storia del nostro calcio, nonché il capostipite della dinastia dei Maldini.

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