Conferenza stampa Spalletti: “Per la Lazio siamo l’unica ragione, vorrei 15 Totti a disposizione”.

Pubblicato il autore: alessandro oricchio Segui

16/01/2016, PRIMA CONFERENZA STAMPA DI LUCIANO SPALLETI COME NUOVO TECNICO DELLA ROMA, PER LUI UN RITORNO A TRIGORIA. (Foto Bartoletti)

Il tecnico della Roma Luciano Spalletti ha incontrato i giornalisti questa mattina a Trigoria nella consueta conferenza stampa pre partita. Spalletti ha parlato della partita che vedrà domani di fronte Lazio e Roma, della situazione di Francesco Totti, delle condizioni di Daniele De Rossi e anche della ormai nota questione stadio, con le due curve che domani rimarranno vuote a causa dello sciopero di entrambe le tifoserie della Roma e della Lazio.

Ecco le parole di Spalletti  in conferenza stampa riprese dal sito www.retesport.it

Le condizioni degli infortunati?
Gli unici indisponibili sono Gyomber e Vainqueur che in settimana ha accusato un affaticamento all’adduttore, e non ce l’ha fatta a recuperare: inizieranno ad allenarsi a metà della prossima settimana. Ci sono anche un paio di situazioni non chiarissime, ma gestibilissime, se non peggiorano oggi. Sono tutti a disposizione gli altri.

Il derby è sempre un’emozione particolare..
Si, ti viene trasferita da quella che è la passione che c’è per questa partita, per questa squadra e naturalmente ne vieni coinvolto lavorando in questa città. Abbiamo anche altre mire, altri obiettivi: dobbiamo essere bravi a saper gestire le emozioni per quelli che sono i nostri traguardi.

Dopo la pausa per le nazionali, come arriva la squadra al derby?
Ci arriviamo bene, ma mi sarebbe piaciuto giocarlo ad armi pari: che anche loro avessero avuto altri obiettivi ai quali pensare. Sento parlare di differenze, non so chi arriva meglio o peggio ma mi sarebbe piaciuto giocarlo ad armi pari. Per loro noi siamo l’unica ragione, noi ne abbiamo anche altre. Spero che i miei giocatori siano bravi ad essere forti di testa e a saper gestire queste altre cose, oltre che il derby.

Potrebbe essere l’ultimo derby di Totti: lo farebbe giocare dal primo minuto?
Anche io se lo penso così lo farei giocare. Poi se gioca, di sicuro, ha la fascia da capitano: se ne può proporre anche altri di sondaggi a Sky. Se i commenti dell’Europeo li deve fare Pizzul o Caressa. Non deve essere l’unico sondaggio disponibile, se ne possono fare tanti. Ha ragione Caressa quando dice che da amante del calcio, delle belle giocate, delle belle storie di calcio sarebbe giusto vederlo in campo giocare questa partita. Lui ha sempre fatto vedere grandi giocate dentro i derby. E’ chiaro poi che da allenatore bisogna scindere l’emozione, la passione per uno sport e andare a considerare tante altre cose che io spero di fare nella maniera giusta perché è una partita importante e un risultato importante per le mire che abbiamo. Dobbiamo perseguire incessantemente l’obiettivo della Champions.

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Quanto è cambiato Totti dall’ultimo derby di 14 mesi fa a oggi?
Si diventa un po’ monotoni. Quando si analizza una partita, o quando si guarda una partita, sono due storie diverse: l’analisi si fa tenendo conto di molte situazioni che lei probabilmente, da sentimentale e passionale, non sa vedere. Non sa vedere perché Francesco le giocate le farà sempre: se si tratta di giocate glielo possiamo fare di altri 5 o 6 anni il contratto, il piede gli rimane quello. Sono altre le cose che devono essere considerate. Chi le dice che nel primo tempo di quella partita, in cui lui segnò due gol, la Roma è andata sotto di due gol perché non aveva l’apporto di un calciatore in grado di garantire maggiore copertura. La gestione della partita diventa fondamentale, per tenere il pallino del gioco la squadra deve sapere gestire la palla, recuperare velocemente il possesso: correre senza la palla è la più grossa fatica in una partita. La fatica psico-fisica cambia totalmente in funzione di chi decide i momenti. Il problema è questo qui, quando ha la palla sul piede la mette dove vuole: se vedi le partite in allenamento è un piacere. Poi la palla ce l’hanno gli altri e come si fa? Me lo spieghi lei.

Totti può giocare 90 minuti?
Sicuramente anche per colpa mia non l’ho fatto giocare con insistenza. In partita con la Primavera ho dei numeri che supportano questo, debbo costatare delle situazioni. Lui è un giocatore passionale, è uno che gli garba l’attrezzo. La forza, la qualità, la precisione: non ci sono tante situazioni da dovergli mettere attorno. Lui vuole soltanto avere il contatto con l’attrezzo.

Lo stadio sarà semivuoto, si prevedono meno di 30.000 spettatori. Deluso dall’assenza della Sud?
Mi dispiace quando leggo questi numeri di poca partecipazione. Avrei voluto sentir parlare tutta la settimana di un progetto di stadio pieno: rimettiamoci tutti seduti e cominciamo a parlare delle componenti necessarie per riempire l’Olimpico. Mi adopererò per quelle che sono le possibilità che ho, per conoscere più cose. Chiederò a Gabrielli se è possibile parlarci, conoscere meglio le situazioni. Sicuramente mi dispiace, penso che per i nostri tifosi sia un confronto forte perché penso che per loro sia un sacrificio enorme per quello che è l’amore, la dipendenza da Roma. Capisco il loro sacrificio. Sento parlare di ciò che si farà a giugno, giugno è troppo distante: bisogna trovare la soluzione prima perché noi tutti la vogliamo. E’ chiaro che il derby fa battere le mani, ma fa battere molto di più i cuori. E i cuori quando battono fanno lo stesso rumore anche da Testaccio: noi avremo lo stesso supporto di affetto dello stadio pieno.

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18 punti di distacco dalla Lazio che però ha ottenuto buoni risultati contro le big.
Noi tenteremo di fare la partita e di vincere. Sono una buona squadra, hanno un grandissimo allenatore che conosco, l’ho visto lavorare, un professionista di prima qualità: la squadra saprà sicuramente come comportarsi in campo ma noi tenteremo di fare la partita oltre che di vincerla. Abbiamo questa mira qui: essere una squadra che si confronta con tutti con l’idea di provare a vincere la partita.

Quanto sarebbe difficile tenere De Rossi in panchina in un derby?
Da un punto di vista mia è molto più facile di quello che potrebbe sembrare: tento di far giocare i migliori, lo dice l’inno della Champions. Se uno lo traduce dice “voi siete migliori, perché siete i più forti”: per aspirare alla Champions, siccome noi si vuole andare lì assolutamente, abbiamo questo tipo di obiettivo. Noi dobbiamo pensare sempre a rifare sempre quella competizione: dobbiamo stare stabilmente in quella competizione, questo sarà e deve essere il traguardo di sempre per noi che siamo della Roma. Daniele ha fatto dei buonissimi allenamenti, può stare negli undici ma bisogna valutare bene la squadra, l’equilibrio, quello che propongono altri calciatori che hanno il suo stesso ruolo. Ho una buona rosa a disposizione, De Rossi sa quello che è il modo di pensare di un allenatore per cui sono tranquillissimo.

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La squadra che allena oggi è più forte di quella della prima Roma di Spalletti?
Con i derby sono in parità, vinti persi e pareggiati. Mi sarebbe piaciuto essere in vantaggio ma devo accettare il verdetto del campo nonostante ricordi bene gli episodi di quelle partite. La squadra subì in passato il nervosismo, l’entrata contratta in campo e perché in quel momento c’era poca consapevolezza della propria forza: questa squadra è consapevole, ha ripreso conoscenza e non farà errori di nessun genere. Però loro sono una buona squadra, possono ugualmente avere la meglio su delle situazioni dentro la partita. Noi in precedenza, in quegli anni lì, abbiamo fatto buoni risultati in alcuni derby che ci hanno dato un’enorme spinta.

Spalletti preferisce non parlare di Totti?
Di Totti ne voglio quindici. A me sembra che voi abbiate l’intenzione di farne giocare uno, io ne voglio quindici così forti. Si parla d’interesse altrimenti non c’è altra alternativa… Io ho il mio di ruolo, non vado a interferire sulle prese di posizione diverse. Totti è una questione delicata, non voglio essere messo dentro quella che è la storia di Totti. Debbo gestire la squadra da un punto di vista tecnico, tattico, di equlibri per avere risultati che per noi sono fondamentali. Se la squadra funziona devo dare forza anche agli altri. Gestisco questi aspetti, sui quali non voglio interferenze; sugli altri non voglio responsabilità e creare ostacoli su quello che è il rapporto che è giusto abbiano lui e il presidente.

Normalizzare la preparazione passionale al derby?
Abbiamo anche altre attenzioni, vogliamo averne diverse, altri confronti di livello. Vogliamo aprire, andare a vedere cosa c’è lì, avere il confronto con l’Europa calcistica: è chiaro che diventa un passaggio importantissimo, però per noi non deve essere l’unica ragione di esistere.

 

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