Crotone in Serie A: ancora una volta la Serie B offre piacevoli sorprese

Pubblicato il autore: Antonio Paradiso Segui

Ieri il sogno è diventato realtà: il Crotone in Serie A per la prima volta nella sua storia. Una stagione da incorniciare quella degli uomini di Juric che, partiti per fare un campionato tranquillo, si sono incredibilmente trovati in testa fin dalla prima giornata, mettendo dietro squadre blasonate come ad esempio il Cagliari e il Pescara. Tuttavia, il Crotone è solo l’ultima di tante rivelazioni che negli ultimi anni ha offerto il campionato cadetto. Infatti, è proprio il sistema della Serie B che favorisce questo tipo di sorprese, un sistema basato sulla valorizzazione dei giovani (ricordiamo infatti che le squadre possono registrare solo 18 over ad eccezione dei giocatori bandiera) e il famoso salary cap, in cui non è concesso offrire ad ogni singolo giocatore uno stipendio annuo che superi i 300 miliardi euro lordi. Tutte varianti che rendono questo campionato imprevedibile, in cui conta tantissimo la programmazione e la scelta dei giovani calciatori, che in questa categoria fanno la differenza. Programmazione che ha avuto il Crotone, che in questo anno ha saputo valorizzare giovani interessanti, su tutti Bruno Martella e Ante Budimir, e rigenerare giocatori che ormai sembravano caduti nel dimenticatoio, come ad esempio il portiere Cordaz e Raffaele Palladino. Come detto in precedenza, il Crotone è solo l’ultima rivelazione di un campionato che negli ultimi anni ha sovvertito i pronostici. Ora, senza andare troppo a ritroso nel tempo, basterebbe analizzare gli ultimi 20 anni di Serie B.
1996/1997: in questa stagione ben due neopromosse (Lecce ed Empoli) festeggiarono la promozione in A. Ovvio che la sorpresa più bella fu l’Empoli di Luciani Spaletti che per la prima volta approdò in Serie A. In quell’Empoli giocavano calciatori non proprio famosi, come Martisciello, Carmine Esposito e Bonomi, che però sovvertirono ogni pronostico, riuscendo a portare i toscani in A.

1997/1998: l’anno dopo toccò invece alla Salernitana di Marco Di Vaio, Balli e Breda raggiungere la Serie A per la prima volta nella storia della società granata. La gioia però durò solo un anno e i campani tornarono subito in B senza mai più tornare in massima serie.

2000/2001: qui c’è invece il Chievo Verona di Gigi Delneri, Eriberto, Mandredini e Corini. Una squadra che come tutti sappiamo l’anno dopo condusse in maniera incredibile il campionato di A per diverse giornate, salvo lasciare il passo alle big ma centrando comunque l’obiettivo della qualificazione in Coppa UEFA. Ormai i clivensi sono presenza fissa in Serie A, dato che sono retrocessi solo una volta, ritornando subito in massima serie.

2002/2003: quell’anno fece festa il Siena di Papadopulo, capace di mettersi dietro la super Sampdoria di Novellino. Un campionato incredibile quello dei toscani, che l’anno prima rischiarono seriamente di retrocedere in Serie C. Leader di quella squadra era Taddei, giocatore che proprio nella città del “Palio” esplose.

2001/2002:il campionato fu un affare a due tra Modena e Como che, nonostante fossero neopromosse, comandarono il campionato dall’inizio alla fine, centrando la promozione. L’allenatore dei “canarini” era Gianni De Biasi, oggi Ct dell’Albania, mentre nel Como giocava un ragazzino di 33 anni che si chiamava Lulu Oliveira.

Infine, arriviamo ai giorni nostri con le promozioni di Sassuolo, Carpi e Frosinone in Serie A. Se per i neroverdi la sorpresa è relativa, nel senso che il Sassuolo è comunque una società forte economicamente, le altre due storie hanno dell’incredibile e non fanno altro che confermare la pazzia di un campionato che non smette mai di stupire.

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