Esclusiva, Petruzzi: “La Roma vincerà il derby per 3-1. Totti non sarà mai un comprimario”

Pubblicato il autore: Daniele Conti Segui

Da protagonista della stracittadina di Roma a grande conoscitore dell’ambiente romanista. Ha parlato ai nostri microfoni l’ex difensore giallorosso Fabio Petruzzi che, dopo un’approfondita analisi sul momento delle rivali e dei rispettivi sistemi di gioco, si è sbilanciato sull’esito dell’imminente derby della capitale e sul ruolo che avrà Francesco Totti in questa partita.

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La situazione di classifica e il gioco delle due contendenti esprimono uno stato di forma opposto. Possono i colpi dei singoli sovvertire le sorti di una gara come questa?
Sicuramente il derby non è mai una partita come le altre, in cui la favorita riesce a spuntarla. Ad oggi la Roma parte avanti perchè ha giovato del cambio di allenatore che ha ridato gioco ed entusiasmo portando i giallorossi a 8 vittorie e un pareggio nelle ultime nove partite. La Lazio invece non sta ripetendo l’exploit della scorsa stagione in cui a mio avviso era stata la vera rivelazione. I giocatori a disposizione di Pioli sono gli stessi ma non riescono ad esprimere il bel calcio dello scorso anno. I biancocelesti hanno comunque nei singoli elementi che, con le proprie giocate, possono colmare il gap di squadra tra loro e i giallorossi.

Sarà il derby degli attacchi o delle difese e chi vedi come rispettivi protagonisti?
Gli ultimi anni hanno dimostrato che quelli di Roma sono ormai tutti derby d’attacco, con tanti incontri ricchi di gol da una parte e dall’altra. Questo soprattutto grazie ai credi calcistici degli allenatori passati e presenti che hanno influito sulla natura offensiva delle due squadre. Spalletti e Pioli non hanno un gioco d’attesa quindi mi aspetto un confronto addirittura spettacolare per domenica in cui i protagonisti possono essere tutti, dal difensore alla punta.

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A proposito di protagonisti, tu che hai visto nascere il Totti calciatore come pensi vivrà il ruolo di comprimario che gli si prospetta in questa stracittadina di cui è stato spesso risolutore?
Intanto bisogna aspettare a dire che sarà un comprimario perchè penso che potrebbe partire anche dal primo minuto, ci starebbe essendo forse l’ultimo derby di Francesco. Stiamo parlando di una leggenda della storia della Roma e, ipotizzando che sia davvero così, sarebbe brutto vederlo fuori. So che si sta allenando con grande continuità per cui potrebbe essere preso in considerazione da Spalletti sin dall’inizio. Aspetterei a parlare di comprimari quando ci riferiamo a giocatori straordinari come Francesco Totti, fenomeni non comuni.

Lei che ha giocato anche con Baggio e con Guardiola che somiglianze vede tra Totti e questi due campioni, sia dal punto di vista calcistico che umano?
Stiamo parlando di gente che ha sempre dato del tu al pallone, del calcio vero con la C maiuscola, della sua storia. Oltre alle doti tecniche sono tutti uomini con dei principi solidissimi alle spalle con cui ho avuto il piacere di giocare e di condividere esperienze extra calcistiche. Sono sempre stato colpito dal loro essere professionisti serissimi e persone vere. Sicuramente per Francesco ha aiutato l’avere alle spalle una famiglia splendida che lo ha sempre seguito infondendogli dei valori morali sani e rispettosi.

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Il Petruzzi di oggi lo troviamo impegnato sia in radio che sul campo da allenatore della squadra dilettantistica della Luiss militante in 1a categoria laziale. Quale tra queste attività ti affascina di più?
Sono due esperienze molto diverse. Parlare in radio di ciò che ho sempre amato, il calcio, è un enorme piacere e un onore al tempo stesso. Per quanto riguarda il mestiere di allenatore è una passione che spesso colpisce noi ex calciatori che in molti casi siamo portati verso questa strada. Non è detto però che chi giochi per tanto tempo a calcio riesca ad allenare con gli stessi risultati. Per arrivare ad essere un bravo mister si deve avere esperienza sul campo ma anche fuori, essere dediti al sacrificio e fare tanta gavetta che è quello che sto facendo io in questi primi incarichi. So che arrivare in alto sarà molto difficile anche perchè mi sto cimentando con un lavoro che da giocatore non immaginavo fosse così complicato.

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Essendo da qualche anno inserito nel calcio giovanile e dilettantistico che idea ti sei fatto di questo mondo? E come credi che personalità con un trascorso di alto livello come il tuo possano aiutare a migliorare il nostro movimento calcistico dalla base?
Secondo me ci sono giocatori, anche in questi livelli “minori”, che potrebbero fare una carriera importante. Dico sempre ai miei calciatori che la cosa più importante è non scoraggiarsi e non buttarsi giù dopo qualche errore o dopo le prime difficoltà in un momento particolare della stagione. Non è detto che chi giochi in Eccellenza, Promozione o Prima Categoria non abbia mai l’occasione per mettersi in luce ed essere notato da palcoscenici più prestigiosi, con tutto il rispetto del caso ovviamente. Ci vuole certamente anche un pizzico di fortuna nella carriera di un calciatore, questo è indubbio. In merito al supporto di noi ex professionisti al movimento dilettantistico credo che si debba portare  solo i consigli ed esperienza, quello che ci ha permesso di fare una determinata carriera. Infondere nelle realtà “minori” un certo tipo di lavoro o di organizzazione può farle crescere fino ad arrivare ai livelli di società importanti.

Un’ultima battuta lapidaria. Chi vincerà questo derby?
La Roma. Per 3-1.

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