FALLO DA TERGO: Spalletti, Totti e la zecchinetta

Pubblicato il autore: Sergio Campofiorito Segui
Spalletti e Totti, un amore tormentato

Spalletti e Totti, un amore tormentato

Un’incredibile scoperta agita i pettegolezzi pallonari nelle ultime ore: Francesco Totti e Luciano Spalletti mal si sopportano. La rivelazione, come ogni potenziale sconvolgimento copernicano, resta in attesa di ulteriori verifiche ma pare che una serie comicamente (mal)celata di indizi non lasci intendere altrimenti. Si immagini l’isteria delle massaie, ex teen, poi milf, ormai granny, votate a Totti. Al mister, che prima di conoscere il capitano si pettinava ancora i capelli con lacca, sembra che non siano proprio andati giù un paio di comportamenti: 1) la notte prima della partita Atalanta – Roma (3 – 3) Francesco ha partecipato con i compagni ad un torneo di zecchinetta, finito anch’esso in pareggio, fino alle due di notte, poi è andato a dormire, si è svegliato per urinare intorno alle 4 e dalla finestra ha svuotato il pappagallo sulla cabrio a pois, in quel momento scoperchiata, di Spalletti; 2) Francesco, da subentrato, ha osato segnare il gol del 3 – 3 ed illuminato la Roma con le sue solite (insolite per Dzeko) giocate e certe cose proprio non si fanno, è peccato. «Totti non ha salvato un bel niente, è stato il gruppo a farlo», ha risposto Spalletti alle domande del post partita, anche se si sospetta che sia lo stesso gruppo che ha aderito alla zecchinetta clandestina. Quindi, secondo logica, la zecchinetta notturna fa bene al gruppo, ma non a Totti che deve andare a letto subito dopo il semolino. Negli spogliatoi, a fine partita, diverse fonti giurano che Totti e Spalletti non si siano accapigliati soltanto per i noti problemi tricologici del secondo, ma a gettare finalmente luce sul fittissimo mistero ci ha pensato l’istituto Luce della Roma, favorito per la prossima conduzione del Tg1, che ha infiocchettato un cinepanettone che immortala i due prezzemolini sorridenti sul campo di allenamento intenti a darsi il gomitino, gioiose quanto birichine pacche sulle palle (intese, ovviamente, come strumenti da lavoro) ed un principio di petting subito sedato dalla presenza del gelosissimo ufficio stampa. «Pecunia non olet» avrebbe commentato, con un rutto, Claudio Lotito, l’unico a crederci.

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Infine, attapirati da Striscia la Notizia, l’amorevole duo, ormai una coppia di fatto, si è promesso una romantica cena tête à tête di cui SuperNews può anticipare alcune portate: antipasto di funghi della gustosa specie Agatha Christie; spaghetti al pesce palla attentamente tagliato da Giuseppe Marotta; abbacchio a scottadito servito su un piatto di amianto e condito da chiodi, forse di garofano; acqua fonte del Tevere e quartino di vino de li Castelli. Il tutto cucinato dalla rediviva cuoca irlandese, Mary “Typhoid” Mallon, mentre per il conto, ma sono soltanto indiscrezioni, difficilmente si farà alla romana.

Totti ha dimostrato di avere ancora (un po’ di) gambe e (immenso) talento per giocare alla Altafini ma la sua vanità più grande, ben inserita nell’immobilismo societario, è stata quella che gli ha impedito in tutti questi anni di scegliersi un delfino a cui lasciare il testimone e l’eredità di un amore immenso quanto i confini dell’impero romano: Bergomi – Zanetti, Baggio – Del Piero, Baresi – Maldini e, tanto per restare all’ombra del cupolone, Giannini – Totti, tutti campioni che hanno immediatamente spento il lutto della bandiera ammainata e del tempo che scorre, per renderlo meno rancoroso, melanconico e più sopportabile.

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Quando muore un papa, persino quando non muore ormai, se ne fa un altro ma a Trigoria non si vedrà nessuna fumata bianca per chissà quanti anni. Totti lo sa e ci gode, Spalletti lo sa e non può farci niente.

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