Fernandez muore in un hangar: l’ex Milan se ne va da clochard

Pubblicato il autore: Paolo Bellosta Segui

Fernandez, ex Bordeaux
Joachim Fernandez non è certo un nome di punta del calcio europeo, uno dei tanti, uno che la gloria calcistica l’ha sfiorata, l’ha accarezzata e poi l’ha vista andare via da sotto il naso. L’ex calciatore senegalese naturalizzato francese è stato trovato morto in un hangar vicino a Domont, a venti chilometri da Parigi. Viveva lì senza fissa dimora. In una notte di gennaio, i suoi compagni di sventura lo hanno trovato morto in un hangar abbandonato, avvolto fino alla testa nelle coperte: il freddo se l’è portato via. Il decesso non ha certo fatto scalpore, infatti ci sono voluti oltre due mesi per capire chi fosse realmente Joachim Fernandez. Tutti lo conoscevano, lo vedevano girare per la cittadina francese, nessuno però sapeva dei suoi trascorsi pallonari.
Una vita stregata quello di Fernandez, un declino rapido. La depressione affossa l’uomo: prima il divorzio con l’ex moglie poi il divieto di rivedere il figlio ventenne, in mezzo alcune fallimentari esperienze lavorative. La passione per il calcio non era mai tramontata, infatti Joachim aveva conseguito il patentino da allenatore, senza però poter lavorare nel settore.
Cammino sfortunato per Fernandez, eppure le premesse per fare bene c’erano davvero. Esordisce nelle serie minori francesi poi, nella stagione 1995-1996 arriva la grande occasione: il Bordeaux mette gli occhi sul centrocampista senegalese. Gioca a fianco di Zidane, di Lizarazu, di Dugarry, sfida e batte il Milan in una storica partita di Coppa Uefa, un match memorabile che ancora viene celebrato dall’altra parte delle Alpi. Un tre a zero senza appello che estromette il Milan di Capello dalla competizione, una signora squadra che poteva vantare gente del calibro di Baggio, Weah, Simone, Boban, Maldini. Fernandez gioca e prende parte a quel successo.
L’anno dopo arriva la chiamata dell’Udinese di Zaccheroni, poche le presenze ma il ragazzo si dimostra subito un personaggio fuori dagli schemi. Per il suo modo di fare, per le sue dichiarazioni. I rossoneri decidono di acquistarlo poi lo girano subito al Tolosa, infine l’esperienza al Dundee. L’Europa saluta Fernandez ma lui non si arrende: un’ultima annata in Indonesia poi lo stop a causa di problemi fisici.
Un figlio reietto del dio del calcio, Fernandez se ne va senza far tanto rumore. Nel gelo di un hangar, a Domont.

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