Gigio Donnarumma: “Ma sono veramente io il portiere del Milan?”

Pubblicato il autore: Andrea Pertile Segui
Gianluigi Donnarumma Milan
Erede di Gigi Buffon e un talento straordinario. Basterebbe questo per definire le potenzialità del baby portiere del Milan Gianluigi Donnarumma, che da un giorno all’altro è stato catapultato dagli Allievi Nazionali al calcio dei grandi, la prima squadra. E’ il sogno di ogni calciatore esordire in Serie A a 18 anni, ma esordire, per lo più a 16 anni e 8 mesi (attualmente il più giovane ad esordire dal primo minuto nella nostra Serie A) e rimanere titolare vuol dire avere tutte le carte in regola per diventare il più forte portiere del mondo del prossimo decennio. Se per tale definizione è ancora presto, dire di essere il portiere più forte del Milan è obbligatorio. Sì, perchè il diciassettenne da Castellammare di Stabia ha scalato le gerarchie, mandando in panchina Abbiati e togliendo il posto da titolare allo spagnolo Diego Lopez, mai decisivo come il nostro Gigio. A Mihajlovic va il merito di averlo lanciato nel calcio che conta lo scorso 25 ottobre 2015 nella vittoria interna dei rossoneri contro il Sassuolo. E da quel momento la porta è sua. Senza di lui, oggi il Milan avrebbe meno punti in classifica, ma quello che stupisce è il carattere del ragazzo (ancora minorenne) mostrato in campo.

In una lunga intervista concessa al quotidiano torinese La Stampa e pubblicata oggi si racconta per la prima volta. Il tutto inizia dall’elogio all’allenatore Sinisa Mihajlovic, in un mix di sentimenti tra stupore e gratitudine. “Il mister si è girato e mi ha detto all’improvviso: scaldati. Mi sono voltato dalla parte opposta perché credevo che parlasse con un altro, e invece si rivolgeva a me. E’ stata un’emozione unica, non finirò mai di ringraziarlo. Ho sempre sognato di difendere la porta del Milan, ma non avrei mai immaginato che potesse capitare così presto. L’ho saputo il giorno prima ed ho faticato a dormire”. Nonostante la sua giovane età, Donnarumma si è mostrato maturo, ringraziando i suoi allenatori precedenti ed anche i colleghi di reparto, che lo hanno sostenuto in ogni momento della sua ascesa. “Devo dire già grazie a tanti allenatori: a Pinato, Ragno, Abate, Fiori e adesso a Magni e a Giorgio Bianchi. Senza dimenticare Diego Lopez e Abbiati, il loro supporto è fondamentale”.

Domani ci sarà il match tra la sua squadra e quella di uno dei suoi idoli, la Juventus di Gigi Buffon, che ha già incontrato nel girone di andata. “Di quella partita ricordo il momento del triplice fischio, quando Gigi è venuto verso di me, mi ha regalato la sua maglia facendomi i complimenti per come avevo giocato nonostante la sconfitta. Ho sognato, da sempre quel momento, ma non ci volevo credere di incontrarlo proprio faccia a faccia in un rettangolo di gioco. Nel momento in cui sono stato aggregato alle prima squadra, ho pensato di poter sognare ad occhi aperti ed ancora adesso, quando rivedo le partite, mi chiedo se sono veramente io quel ragazzo è difende i pali del Milan”.

Infine, sulle indiscrezioni che lo vedono accostato a diversi club europei afferma: “Quando vedo il mio nome apparire sui siti per essere accostato a certe cifre, mi chiedo: ma sono davvero io? Si tratta di una sensazione bellissima, mi sembra di essere un calciatore di fantacalcio”. Secondo queste ultime, infatti, il Chelsea sarebbe pronto a fare follie per averlo, ma da Milanello la risposta è una sola: Gianluigi è e sarà il portiere del Milan per il prossimo ventennio.

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