Ibra e CR7: quando fare la differenza conta

Pubblicato il autore: Andrea Bellini Segui

ibra-ronaldo_crop_exactNella serata di ieri, martedì 12 aprile, sono andati in scena i primi due match validi per il ritorno dei quarti di finale di Champions League (che Supernews ha seguito per voi: Real Madrid – Wolfsburg e Manchester City – Paris Saint Germain), che hanno visto il passaggio del Real Madrid, grazie ad una splendida tripletta dell’asso portoghese Cristiano Ronaldo, e del Manchester City, che all’Etihad,in quello che è stato definito il derby degli sceicchi, conquista il pass per la semifinale per la prima volta nella sua storia, grazie al destro dal limite di Kevin De Bruyne.

Ma al di là del risultato, gli occhi erano tutti sugli elementi di spicco scesi in campo nei due match: da una parte il già citato Cristiano Ronaldo, dall’altra il bomber svedese Zlatan Ibrahimovic. E’ chiaramente un confronto a distanza, visto che  i due non si sono incrociati nel rettangolo di gioco, ma è un confronto che penalizza lo svedese, sulla cui testa, come molti dicono, pende una sorta di maledizione in ambito europeo, per quanto riguarda la Champions League, che è tuttora l’unico grande trofeo a mancare nella sua bacheca personale.

Ma entriamo nel dettaglio: lo svedese è parso a volte fuori dalle trame offensive dei parigini nella partita di ieri, complice anche la scarsa spinta degli esterni sia difensivi (sebbene Maxwell nel secondo tempo sia risultato più incisivo), sia offensivi, nonostante qualche guizzo di Lucas Moura, entrato allo scadere del primo tempo e risultato uno dei più propositivi dei suoi nella seconda frazione. Cavani, invece, non ha mai inciso nel corso del match, sebbene l’occasione più importante sia capitata tra i suoi piedi. Questo è merito dell’ottimo lavoro svolto dai due terzini dei Citizens, Sagna da una parte e Clichy dall’altra, ieri sera in serata di grazia. A supporto dei parigini va comunque sottolineato come mancassero le idee a centrocampo, con Verratti infortunato da molto tempo, sebbene sulla via del recupero, e un Thiago Motta uscito dolorante nel primo tempo, due giocatori che leggono in anticipo le situazioni, e sicuramente con i loro lanci avrebbero potuto favorire gli inserimenti dietro la difesa dello svedese, costretto molte volte e tornare a centrocampo per toccare il pallone.

Dall’altra parte, al Santiago Bernabeu, gli spettatori, in una partita in realtà non molto spettacolare, hanno potuto assistere allo show del loro idolo, CR7. In questo caso, al contrario di Ibrahimovic, il portoghese ha giovato del gioco del Real, che consiste nello sfruttare al meglio le corsie laterali: da una parte abbiamo Carvajal e Bale, che come doti migliori hanno grande corsa e polmoni d’acciaio, che permettono loro di spingere lungo tutto l’arco del match; dall’altra abbiamo Marcelo e, appunto, Cristiano Ronaldo, che alla corsa abbinano doti tecniche invidiabili.

Un Ronaldo, quindi, sempre nel vivo del gioco, che tocca un’infinità di palloni in più rispetto al collega svedese; forse è anche in questi termini che va visto il confronto, dato che nelle prestazioni dei singoli giocatori va tenuto conto del modo di giocare impostato dai tecnici. E’ anche vero che parliamo di un giocatore che quest’anno compirà 35 anni, che quindi non può fisicamente aver più la freschezza di un tempo, e di un altro che, invece, è ancora nel pieno delle proprie potenzialità, avendo da poco compiuto 31 anni.

Sembra dunque essere svanito definitivamente il sogno di alzare la coppa più importante in ambito europeo per Zlatan Ibrahimovic, che si prepara, con molta probabilità, a vivere gli ultimi anni da calciatore lontano dalla lotta per certi traguardi. A meno che non decida egli stesso di stupire tutti, ancora una volta…

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