La Juventus prenota per 32, è lo scudetto di Allegri

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui

massimiliano-allegri-palermo-juventus-serie-a-14032015_3r98ouux3ef31ghq525j3ih9cMancano quattro punti e anche l’aritmetica darà la certezza del 32esimo scudetto della Juventus, il quinto consecutivo, evento mai accaduto nella pluricentenaria storia bianconera, mai come quest’anno il volto di questo ennesimo tricolore è quello sorridente di Massimiliano Allegri. Sembra passata un’eternità da quel caldo giorno di luglio del 2014, quando Allegri venne accolto dagli insulti dei tifosi juventini, delusi per le dimissioni di Antonio Conte. Allegri ha saputo conquistare tutti alla Juventus, innanzitutto sfiorando il clamoroso Triplete nella passata stagione, ma soprattutto confermandosi quest’anno, fatto tutt’altro che scontato. Allegri ha avuto il merito di trasmettere sempre serenità all’ambiente, fin dall’estate, quando la Juventus ha rinunciato a tre pilastri come Pirlo, Tevez e Vidal. L’ex tecnico di Cagliari e Milan è stato bravissimo nel non perdere la bussola neanche a fine ottobre, quando la Juventus era lontanissima dal vertice della classifica e sembrava destinata ad una stagione anonima. Lo scudetto della Juventus nasce la sera dello scorso 28 ottobre, negli spogliatoi del Mapei Stadium di Reggio Emilia, dopo la sconfitta con il Sassuolo, da allora la Juventus ha conquistato 70 punti su 72, una marcia inarrestabile per le altre squadre. Allegri ha gestito molto bene gli infortuni che hanno perseguitato la Juventus per tutto l’arco di questa annata, in tutti i reparti. Allegri è bravissimo a far sentire importanti giocatori lasciati in naftalina per tanto tempo, per poi ripescarli nel momento del bisogno, un nome per tutti, Simone Zaza. Allegri è stato bravo a inserire gradualmente i giovani, Dybala, centellinato all’inizio del campionato, è stato poi un protagonista eccezionale con 16 reti e 8 assist fino ad ora. Alex Sandro ha dimostrato di poter essere l’erede di Evra, mentre Rugani, dopo qualche impaccio, si è ritagliato un posto importante nella formidabile difesa bianconera. Morata non ha ripetuto l’eccellente stagione passata, ma ha comunque contribuito con i suoi gol nei rari momenti di calo di Dybala o per sostituire il prezioso Mandzukic. Il croato, prelevato dall’Atletico Madrid, forse è stato il miglior acquisto di Beppe Marotta, per il rapporto qualità-prezzo.

L’unico cruccio stagionale per Allegri è la rocambolesca eliminazione in Champions League contro il Bayern Monaco di Guardiola. Rimpianto fattosi ancora più grande nel tempo, osservando che tra le semifinaliste di Champions c’è quel Manchester City battuto due volte sue due dalla Juventus nel girone eliminatorio. Proprio la voglia di rivalsa in Champions è stata la molla per convincere Allegri a rimanere alla Juventus almeno un altro anno, nonostante i tanti estimatori all’estero. La Juventus e il suo condottiero tenteranno il prossimo anno un nuovo assalto alla Coppa europea più prestigiosa, alloro che manca in corso Galileo Ferraris dal 1996, il rigore di Jugovic contro l’Ajax deve essere rimpiazzato con immagini più fresche. Alla Juventus, si sa, vincere non è importante,  ma è l’unica cosa che conta, Allegri lo ha capito fin dal primo, tempestoso, giorno a Vinovo, con uno scudetto e tre quarti, due Supercoppe Italiane, una Coppa Italia e una da provare a vincere il 21 maggio, ha risposto al meglio al mantra di Giampiero Boniperti.

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