Le rimonte fallite o incomplete del Real Madrid in Champions

Pubblicato il autore: Francesco Mafera Segui

Se si esclude l’anno della “decima”, la maledizione in Champions League continua a perseguitare i Blancos da troppe stagioni

Real Madrid in Champions
Dopo le finali fortunate del 98 ad Amsterdam contro la Juventus e quella del 2002 della mostruosa volè di sinistro di Zidane contro il Bayer Leverkusen, i tifosi del Real Madrid non hanno più conosciuto così tante notti di gloria in Champions League. La serie di fallimenti, così come sono stati etichettati dalla critica le premature o inattese uscite di scena degli spagnoli dalla massima competizione europea, comincia nella stagione 2005/2006 quando le merengues patiscono la prima cocente eliminazione per mano di un Arsenal trascinato da un ispiratissimo Thierry Henry, decisivo nella gara di andata degli ottavi al Bernabeu.
Al ritorno lo 0-0 nel vecchio stadio Highbury non basterà agli spagnoli per passare il turno. Due stagioni più tardi l’epilogo non cambia: questa volta è la Roma ad arrestare bruscamente la marcia dei Galacticos che, seppur imbottiti di campioni, riescono nell’impresa di incassare la sconfitta sia all’andata che al ritorno con il medesimo risultato (in entrambe le occasioni infatti la partita terminò 2-1 in favore dei capitolini). Nella stagione successiva va anche peggio: i castigliani sono chiamati a compiere l’impresa in casa del Liverpool dopo la sconfitta sul proprio terreno siglata da Benayoun all’82’, ma Anfield Road si trasforma ben presto in un incubo per il Real che viene affossato dai gol del Nino Torres e da un 4-0 che ancora oggi a distanza di 8 stagioni è una ferita aperta che fa molto male. La maledizione degli ottavi non si interrompe neppure nel 2010, fatidico anno del triplete interista. Miralem Pjanic gela ancora una volta il Bernabeu con il gol dell 1-1 e vanifica il tentativo abbozzato del Real di risalire la china dopo l’1-0 maturato all’andata in terra transalpina. Le delusioni non finiscono certo con l’arrivo del nuovo decennio: il 2013 è l’anno che alimenta maggiori rimpianti in casa madrilista. I Blancos rimbalzano duramente contro il Borussia Dortmund di Jurgen Kloop nella semifinale di andata, subendo di nuovo 4 reti. Il Real riesce comunque a segnare una goal che, vista la gara di ritorno, potrebbe valere oro. Tuttavia la rimonta tra le mura amiche si ferma sul più bello. Gli uomini di Mourinho infatti non vanno oltre il 2-0 e si materializza così l’ennesima delusione europea per i plurititolati e blasonati spagnoli che, nonostante gli innumerevoli sforzi e una rosa di primissimo livello, non riescono più a mettere le mani sulla coppa più prestigiosa. Il tanto agognato trionfo continentale arriverà però meritatamente nella stagione successiva ai tempi supplementari della finale contro i rivali cittadini dellAtletico.
Il resto è storia recente, con la Juventus del neo tecnico Massimiliano Allegri che fa tornare i fantasmi in casa Real, e si conferma bestia nera degli spagnoli già eliminati in semifinale dai bianconeri 12 anni prima. In quest’ultima occasione, neanche a farlo apposta, è proprio Morata, il gioiellino emergente della cantera madrilista a impedire al Real l’ingresso in finale firmando l’1-1 dopo il 2-1 dell’andata in favore della squadra torinese. Tra appena 4 giorni a Madrid arriva il Wolfsburg forte del 2-0 maturato in Germania. Per CR7 e compagni sarà finalmente la volta buona?

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