L’editoriale di Ugo Russo – Le sette giornate d(el)i Napoli

Pubblicato il autore: Ugo Russo Segui

during the Serie A match between Udinese Calcio and SSC Napoli at Stadio San Paolo on April 3, 2016 in Naples, Italy.

Questo scritto non vuole essere la rivisitazione di un accadimento storico relativo alla Seconda guerra mondiale e riguardante l’insurrezione popolare, giusto nel capoluogo campano, contro il tedesco invasore alla fine del mese di settembre 1943. Quelle furono “le quattro giornate di Napoli” e non si vuole e non si può aumentarne il numero; noi argomentiamo le sette giornate che la sciagurata partita di Udine ha portato come infausta dote all’undici allenato dall’ottimo tecnico, e ribadiamo (con convinzione) ottimo, Maurizio Sarri. Quattro a Higuain, una a Koulibaly, Mertens e proprio Sarri. Gli stop per un turno dei due giocatori azzurri erano, comunque, nelle più logiche probabilità visto che erano diffidati ed hanno rimediato un’ulteriore ammonizione che ha fatto scattare automaticamente la squalifica; il mister é stato allontanato dal campo per proteste ed essendo recidivo dovrà guardare dalla tribuna il match con il Verona. Quello di cui si parla e se ne parlerà per lunghissimo tempo é la maxi squalifica al bomber del campionato, Gonzalo Higuain.

La doppia variante al titolo non é neppure peregrina: le sette giornate del Napoli o di (per ricordare il fatto storico) Napoli. Del é giusto perché é inerente alla squadra, ma la stessa squadra, Higuain in testa, é quella che da molti abitanti all’ombra del Vesuvio viene ritenuta la cosa più importante della città (specie in questo anno super positivo) e, dunque, di Napoli. Higuain, l’attaccante argentino, un idolo che qualcuno stava cominciando ad accostare a Maradona. Unica analogia con i fatti del 1943, se si vuole, é che anche adesso le decisioni del giudice sportivo hanno scatenato una sorta di insurrezione, chiaro di tutt’altra entità e l’attuale più che altro dettata, fortunatamente, solo da rabbia interiore, di tifosi e società azzurri. Ed è partito subito il ricorso d’urgenza. C’é il precedente Borja Valero che lascia più di una speranza, anche se lì si trattò di una sola giornata di sconto.
Potranno influenzare queste squalifiche, se non la rincorsa allo scudetto, il cammino del Napoli?
Per quello che la compagine del presidente De Laurentiis ha fatto vedere fino a questo momento, Udine esclusa, sarebbe una bestemmia se non riuscisse a centrare almeno l’accesso diretto alla Champions League. Globalmente si é dimostrata nettamente superiore, come gioco, alla Roma e proprio contro i giallorossi dovrà disputare un, probabilmente, decisivo incontro nell’ultima delle quattro giornate comminate ad Higuain.

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A Castel Volturno, nella sede del Napoli, sperano, dunque, che al “pipita” verrà tolta quanto meno una giornata in modo da poter giocare quella partita. Forse sarebbe non giusto, doveroso. Nello scorso campionato la Lazio é stata privata della meritata piazza d’onore che le avrebbe permesso di accedere direttamente alla fase a gironi della massima competizione europea, stavolta potrebbe toccare al Napoli. E in entrambi i casi chi ci guadagnerebbe sarebbe sempre la stessa formazione, la Roma. Che casualità! Speriamo che l’undici partenopeo, che, lo ricordiamo, ha ancora quattro punti di vantaggio sui giallorossi, raggiunga, se non il traguardo più alto, un risultato corrispondente a quanto mostrato in questa stagione.
Tornando a Higuain. Certo, quello che ha fatto a Udine non é giustificabile, ha messo le mani addosso all’arbitro, forse gli ha detto anche frasi irripetibili. Ha sbagliato, é stato di esempio a nessuno, stavolta il suo nervosismo ha superato qualsiasi limite.
Era da un pò di tempo che appariva irrequieto, che protestava per un nonnulla e si lasciava andare a siparietti con qualche compagno, reo magari di non avergli semplicemente passato il pallone, ma evidentemente é proprio questa la grande forza di Higuain, per lui nervosismo e concentrazione vanno a braccetto e lo rendono unico. Senza però, e lo ripetiamo, dover arrivare a quanto fatto al Friuli. Sicuramente lui e Suarez, in questo momento, sono i due più forti centravanti che possiamo ammirare in Europa. Forse Higuain é il più grande perché, con tutto il rispetto per Insigne, Callejon e Mertens, non ha vicino Messi e Neymar.
Chissà se questa squalifica lo condizionerà a tal punto da impedirgli di raggiungere i 35 gol, record per i capocannonieri del campionato italiano. Fossero confermate le quattro giornate la cosa diventerebbe quasi impossibile.

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D’altro canto qualche attenuante l’attaccante argentino la merita e a lui si può concedere: rendiamoci conto che, per quello che ha fatto vedere con i gol – trenta perle – e i tocchi sempre illuminanti del pallone, é alla miglior stagione in assoluto della sua carriera; ha finora deliziato, assieme a pochissimi altri, il nostro depauperato e in genere desolante calcio; ha ridato vita ed entusiasmo ad un pubblico caldo e competente come quello napoletano; ha sentito particolarmente vicino, e comunque nella possibilità di essere ancora raggiunto, un memorabile traguardo. Al momento dell’espulsione gli deve essere crollato il mondo addosso.
Ha deliziato il nostro calcio é scritto subito sopra, ma chissà che per quanto successo a Udine, dove pure non é sceso in campo il solito Napoli, Higuain non abbia già deciso di lasciarlo, il nostro calcio, a fine campionato.

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