Leicester, la matriosca dei sogni: la storia di Jamie Vardy

Pubblicato il autore: Francesco Mafera Segui

La squadra inglese guidata da Claudio Ranieri sta viaggiando spedita verso uno storico successo in Premier League. Al suo interno però c’è chi sta vivendo una favola ancor più bella. Si tratta del giovane Jamie Vardy

Jamie Vardy
Quando pochi giorni fa lessi la storia di questo ragazzo mi resi conto che valeva la pena raccontarla ai nostri lettori. Tutto comincia 13 anni fa quando Vardy è poco più che che un adolescente. Il giovane aveva appena compiuto 16 anni quando venne scaricato dal direttore del settore giovanile dello Sheffield Wednesday, perché considerato “troppo basso”. Tale decisione avrebbe potuto rappresentare una mazzata psicologica per chiunque. Ma non per lui che era disposto a qualsiasi sacrificio pur di fare il calciatore.
Approda così tra le fila dello Stocksbridge Park Steels, una squadra dilettantistica dove inizia la sua gavetta. A 20 anni fa il suo esordio in prima squadra e ottiene il suo primo ingaggio di 30 sterline a settimana. Per mantenersi da vivere lavora per un periodo come operaio in una fabbrica che produce tutori in fibra di carbonio per bambini disabili. «Lo stipendio non era ottimo e il lavoro era estenuante: dovevamo lavorare sollevando molto peso nei forni, ripetendolo centinaia di volte. Questo lavoro mi stava massacrando la schiena». Il tipo di impiego effettivamente non è il massimo, ma il campionato procede abbastanza bene e il ragazzo va a segno con una certa regolarità. Tuttavia, nei mesi successivi al debutto la sua vita del si complica ulteriormente: una sera il ragazzo originario di Sheffield si trova nei pressi di un pub della sua città con un amico che porta un apparecchio acustico per problemi di udito. Alcuni ragazzi un po’ ubriachi lo notano e iniziano a prenderlo in giro senza risparmiarsi battute molto pesanti. A quel punto Jamie non ci vede più dalla rabbia e per proteggere l’amico dai soprusi affronta da solo quel gruppo di sconsiderati. Ne nasce una lite tremenda che costerà al calciatore la condanna di aggressione. «Hanno attaccato il mio amico e io l’ho semplicemente difeso. Cosa che farei sempre per un compagno» aveva esclamato Vardy per difendersi dalle accuse. Tuttavia questa versione non convince i giudici e il ragazzo è costretto di li a pochi giorni ad indossare una targhetta elettronica alla caviglia e a rispettare un coprifuoco che lo obbliga a rimanere in casa dalle 18 del pomeriggio alle 6 di mattina. «E’ stato difficile non essere in grado di fare ciò che un normale ragazzo di 20 anni avrebbe potuto fare. I miei amici erano fuori a divertirsi e io sono rimasto chiuso in casa per sei mesi, ma tutto questo mi ha formato nel carattere, rendendomi la persona che sono». Questa forza d’animo aiuterà Jamie a scalare anno dopo anno le categorie dilettantistiche inglesi, fino a quando non si accorge di lui il Blackpool, squadra di Championship (la nostra Serie B per intenderci) che arriva ad offrire la bellezza di 750 mila sterline per Jamie. Una cifra decisamente astronomica per la categoria , che il presidente della società rifiuta in maniera inspiegabile. Arriva quindi il Leicester, anch’essa squadra di seconda serie, disposta ad offrire ancora di più, ovvero 1,2 milioni di sterline. Stavolta il presidente non può più esimersi dall’accettare l’offerta dei Foxes che quindi si aggiudicano il giocatore. Mai nessun calciatore dilettante nella storia del football inglese (e forse anche di quello mondiale) era stato pagato così tanto.
Il resto è storia recente che conosciamo benissimo e che fa sognare anche chi non ha la passione per i Foxes nel sangue. Quella del Leicester è una favola per tanti ma lo è ancora di più per quel giovane che sta dando tutto se stesso per realizzare questa grande impresa. La vita lo sta ripagando appieno per tutti gli sforzi compiuti nell’arco di una adolescenza complicata. I ragazzi di Ranieri adesso non sono più una semplice rivelazione e veleggiano ormai stabilmente al comando della Premier a poche giornate dal termine. Nell’ ultimo turno di campionato hanno addirittura ampliato il vantaggio portandosi a 7 lunghezze di distanza dalla più diretta inseguitrice che è il Tottenham. Il sogno si sta avverando: la squadra, che appena un anno fa era ultima in classifica e il ragazzo, che fino al 2011 giocava nei dilettanti e faceva l’operaio, adesso stanno entrambi prendendosi importanti rivincite, riscrivendo non soltanto la storia del football britannico, ma forse anche quella del calcio mondiale.

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