Mamadou Sakho squalificato per trenta giorni

Pubblicato il autore: Daniela Segui

Sakho RomaE’ ufficiale: Mamadou Sakho sarà sospeso e non potrà essere in campo per un mese, o forse più. La scelta è giunta proprio oggi 28 aprile, in quanto il giocatore, trovato positivo ai test antidoping, ha deciso di rifiutare la controprova che l’avrebbe forse scagionato. Dunque per lui la decisione è stata repentina: il fermo di trenta giorni è stato confermato, ma la punizione potrebbe col tempo essere ancora più severa. Il calciatore in effetti era già stato fermato dal Liverpool, la sua squadra, in seguito ai test anti doping del 17 marzo dopo la partita con il Manchester United valida per gli ottavi di finale di Europa League. Ricordiamolo, Sakho in quell’occasione era risultato positivo al test, aveva assunto una sostanza per bruciare i grassi, così prima della gara di campionato, già aveva ricevuto la sua “piccola condanna”. La pena per lui ora, se il fermo si prolungherà oltre le giornate previste, sarà quella di perdersi l’Europeo con la Francia. Nel frattempo, è sicuro che per gli ultimi match di Europa League, partendo dalla semifinale con il Villareal, Mamadou non sarà presente sul campo, obbligato giocoforza a seguire la sfida da “dietro le quinte”. La cosa ha sconvolto molti giornalisti e critici di discipline sportive. In effetti, è molto raro vedere un campione del calcio espulso o sospeso per avere assunto sostanze dopanti. Nel ciclismo, nell’atletica, nella  boxe o in altri campi gli sportivi vengono spesso beccati e squalificati per l’assunzione di materiale nocivo alla salute che aumenta le prestazioni. Queste sostanze, ribadiamo, non solo sono illegali, ma possono causare anche la morte del soggetto. Proprio pochi giorni fa, a Foggia, un ragazzo di soli 30 anni è morto per complicazioni e setticemia, proprio dopo avere preso assunto materiale dopante acquistato in internet, e un cinquantenne, per avere preso lo stesso prodotto, stava quasi morendo. Molti ciclisti di meno di trent’anni sono deceduti per infarto proprio per questi motivi e tanti altri atleti sono finiti squalificati a vita. La Russia rischia addirittura di essere squalificata dai prossimi mondiali di Rio de Janeiro a causa di uno scandalo per doping di stato: certo in questo caso le polemiche suscitate sono state parecchie, ma comunque un’ intera nazione, per l’errore dei suoi campioni, rischia molto e di brutto. In questo caso, quando c’è stato il fermo per Sakho da parte del Liverpool, tutti i tifosi hanno sperato vivamente si trattasse di un errore: magari aveva potuto prendere una qualche medicina per la sua salute che non era proprio consona ai principi dell’antidoping, come accadde un pò per lo sfortunato Maradona, ma che comunque non significava certo che si drogasse o che prendesse material nocivo a se e al calcio. Grande è stata la delusione per tutti, soprattutto per i suoi compagni di squadra, la cui società per dimostrare il suo “distacco” da casi del genere, ha dato una forte dimostrazione, allontanandolo temporaneamente. Fatto resta che il giocatore inglese ha rifiutato una controprova al test “positivo” che comunque avrebbe potuto fare decadere definitivamente le accuse perpetrate a suo carico: segno evidente che con ogni probabilità era davvero colpevole e magari con una controprova più approfondita, chissà cosa avrebbe potuto uscire allo scoperto.

Leggi anche:  Milan, Paolo Maldini: contatto con il Gent per Yaremchuk e spinta su Zaccagni
  •   
  •  
  •  
  •  
Tags: