Maurizio Sarri, capace o no di costruire un Napoli vincente?

Pubblicato il autore: massimiliano iollo Segui
Sarri
Dopo il tonfo del Napoli in casa dell’ Inter sabato scorso, i tifosi azzurri al bar e sui social si stanno domandando se Maurizio Sarri è veramente l’ uomo giusto per fare il definitivo ‘salto di qualità’ tanto atteso dopo il fallimento del progetto Rafa Benitez e la fine della travagliata storia d’amore con Walter Mazzarri.

Il tecnico toscano, messo in discussione dall’ ambiente partenopeo sin dal primo giorno in cui ha vestito la tuta azzurra, è bene che per primo si chiarisca la idee sulle effettive capacità di condurre il club Napoli verso la vera consacrazione tra le big italiane (vittoria dello scudetto) e in Europa. A Sarri va riconosciuto di aver dato nuove motivazioni ad un ambiente depresso, di aver rispolverato vecchi metodi da allenatore navigato mettendo da parte la modernità della figura del manager, di aver accettato con umiltà le critiche e di aver stravolto le sue idee per il bene della squadra.

Con Sarri in panchina, i napoletani hanno ammirato per gran parte del campionato una squadra capace di incantare e di custodire nell’ undici titolare un mix di filosofia moderna del football e vecchi dettami tattici prettamente italici. Tanti giocatori che sembravano oramai destinati a lasciare Napoli senza aver lasciato alcun segno, hanno subito una metamorfosi da stropicciarsi gli occhi. Il goffo Kalidou Koulibaly è uno di questi. Il senegalese ha dato continuità alle buone prestazioni, collocandosi alle spalle solo del trio della Juventus come miglior difensore del campionato e dando più tranquillità ad un reparto guidato ora  da un giocatore non più senza motivazioni e con poche attitudini attitudini da leadership come Raul Albiol.

A centrocampo, fallito l’ esperimento Valdifiori che nella stagione passata aveva fatto le fortune sue e quelle dell’ Empoli, ha regalato forse all’ Italia l’erede di Andrea Pirlo. Come raccontato più volte dallo stesso giocatore, Jorginho in Estate era ad un passo dal lasciare il club azzurro e cedere alle tentazioni della Fiorentina che con lui pregustava già il dopo Borja Valero. Rimasto apparentemente come vice Valdifiori, il brasiliano sotto Sarri ha sfoderato prestazioni eccezionali, facilmente costatabili dopo un consulto delle statistiche dell’ attuale campionato. Il 91% passaggi completati, le 52 chance create e percentuali bulgare per quanto riguarda contrasti vinti e palloni intercettati fanno di Jorginho per distacco il miglior playmaker della Serie A.

Globalmente il Napoli quest’anno ha lasciato tutti a bocca aperta diventando realmente la prima antagonista della Juventus alla vittoria del titolo, complici anche i mirabolanti 18 risultati consecutivi ed un Gonzalo Higuain in forma smagliante, conquistato sin dal primo giorno di ritiro dalla sagacia, dalla schiettezza e dalla semplicità di Maurizio Sarri.

Tutto ciò però sembra non bastare. Il Napoli ed i napoletani stanno conoscendo ultimamente un Maurizio Sarri diverso. Il tecnico toscano dopo il match perso a Torino con la Juventus sembra aver perso la bussola e aver ceduto alle pressioni di una piazza che, al netto della consapevolezza che questo è comunque il primo anno del toscano al Napoli, sognava ad occhi aperti di diventare campione in Maggio.

Oggi, a quaranta giorni dal goal di Zaza, i punti interrogativi acquistano sempre più nitidezza nella testa di tifosi ed esperti.

  • E’ il Napoli di Sarri una squadra monocorde, capace (splendidamente) solamente di giocare nella stessa maniera per ottenere risultati?
  • La poca tranquillità di Sarri è un segnale della forte mancanza di esperienza del tecnico nel gestire la pressione?
  • Può il Napoli permettersi di ‘aspettare’ la maturazione del tecnico, tornando così indietro di qualche anno, cancellando la famosa ‘europeizzazione’ del club?
  • Maurizio Sarri ha la personalità e la leadership di battere i pugni sul tavolo e chiedere al presidente De Laurentiis i giocatori a lui graditi e non accettare passivamente le decisioni dall’ alto come accaduto a Gennaio con Vasco Regini e Alberto Grassi?
  • Se in futuro arrivassero giocatori di spessore, sarebbe Maurizio Sarri in grado di gestirli in maniera adeguata, non ripetendo gli errori commessi con Manolo Gabbiadini?

Le risposte probabilmente ce le daranno il tempo e le decisioni che questo fumantino genio tattico toscano prenderà in futuro, certamente per il bene del Napoli.

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