Milan, l’intreccio continua. Silvio decide tutto, Brocchi flop?

Pubblicato il autore: Stefania Lo Re Segui

Cristian BrocchiEnnesimo cambio in casa Milan. Christian Brocchi succede a Sinisa Mihajlovic. Cosa lo attenderà?
E’ proprio vero, il lupo perde il pelo ma non il vizio. Silvio Berlusconi ha deciso di cambiare il proprio allenatore sul finale di stagione, in attesa di affrontare anche una finale di Coppia Italia contro l’armata Juventus. Contro il volere di Adriano Galliani, i giocatori (forse) ma soprattutto la tifoseria rossonera, i giochi sono già stati decisi dal presidente. Come definire questo gesto? Una mossa “azzardata”, un tatticismo o la solita smania del non voler aspettare? Christian Brocchi sembra, a quanto dice Berlusconi, l’uomo giusto per la rinascita del Milan. Peccato che dicesse le stesse cose anche con l’arrivo di Seedorf e di Pippo Inzaghi, ma sappiamo tutti molto bene com’è andata a finire. Il problema principale sono state le campagne acquisti fallimentari, poco adatte per una squadra di prestigio come il Milan. Non per questo la squadra è a secco di titoli da ormai molto tempo. Il livello si è abbassato notevolmente, ritenendo proibitiva persino la qualificazione in Champions League. Gli pseudo talenti Luiz Adriano, Bacca, Antonelli e Co. si sono rivelati solo dei giocatori passabili, ma non di certo incisivi. Forse Brocchi è l’uomo giusto, con i suoi modi amichevoli e meno rudi di Sinisa riuscirà a conquistare i suoi calciatori, conoscendo molto bene l’ambiente dove ha giocato per moltissimo tempo e la società stessa, che ha reso gloria alla sua carriera, terminata da non molto tempo. Silvio ci avrà visto giusto stavolta? E’ quello che i tifosi sperano e si aspettano di vedere. Il suo contratto fino a giugno lascia spiragli aperti per allenatori del calibro di Marcello Lippi, Di Francesco, e perché no anche Sarri o Donadoni. Quello che ci auguriamo tutti è di veder presto tornare alla ribalta il Milan, riappropriandosi di quel calcio spettacolo che tanto manca, buttando nella mischia dei baby campioncini (Donnarumma, Locatelli) non facendo rimpiangere dei miti come Ibra e Thiago Silva. Un Milan più Made in Italy certo non guasterebbe. Cosa spinge la società rossonera a non voler intraprendere in via definitiva la cessione del club? Berlusconi, oltre a mettere i capitali necessari agli investimenti è un accanito tifoso milanista, squadra del suo cuore e tassello fondamentale della sua vita. Questo attaccamento gli impedisce forse di mettere il suo Milan in mani di persone che hanno più soldi a disposizione per far risplendere di nuovo la squadra. Mr. Bee o il nuovo nome che ha preso campo gli ultimi tempi Al-Thani garantirebbero al Milan un grande gettito di soldi e più possibilità di creare una squadra competitiva. La decisione spetta alla famiglia Berlusconi: mettere da parte la fede per il bene di tutti i tifosi e del prestigio stesso del Milan, per far sì che il ritorno in scena non si riveli solamente un altro abbaglio offuscato da manie di grandezza discutibili e autolesioniste. Intanto, Brocchi ha sulle spalle una grande responsabilità: far rifiorire il Milan conquistando più punti possibili in questo finale di stagione, magari anche grazie ad un ritrovato Balotelli.

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