Milan, rispolverato un vecchio copione deludente. Che fine ha fatto il “Milan ai milanisti”?

Pubblicato il autore: Gioacchino Moncado Segui
brocchiQuello andato in scena ieri sera ad Arcore è stato un film che i tifosi del Milan già conoscevano molto bene. Con interpreti pressoché identici due stagioni fa il copione della cena di Arcore era stato già interpretato e fatto conoscere ai tifosi del Milan dall’accoppiata Berlusconi – Galliani. In quell’occasione la vittima sacrificale di quella notte dai lunghi coltelli era Clarence Seedorf. Ieri è stata, invece, Sinisa Mihajovic.  Due anni fa a fare da spalla al duo Berlusconi – Galliani vi era Filippo Inzaghi ieri, al suo posto, c’era Cristian Brocchi. Sia Inzaghi, nel 2014, che ieri Brocchi si sono prestati, vogliosi di dimostrare le loro abilità ( tutte da verificare….) da allenatori pronti al grande palcoscenico della serie A, alla strategia della dirigenza del Milan che a tutto punta tranne che a dare una programmazione serie alla società rossonera. Ieri fu Inzaghi a fare il salto dalla Primavera alla prima squadra e tutti sappiamo come andò a finire dopo pochi mesi. Oggi lo stesso salto lo fa Brocchi con l’aggravante che sei partite potrebbero bastare per la bocciatura presidenziale nei suoi confronti.  Cosa ha spinto, allora, l’ex giocatore dell’Inter ad accettare la proposta della dirigenza del Milan? Beh, sicuramente la sua non è una ” candidatura”  dettata dallo spirito di sacrificio. Il Milan, con tutti i limiti della gestione Mihajlovic, non sta lottando per non retrocedere e non necessitava di un urgente cambio di panchina per cercare di salvare la stagione con Brocchi arruolato, quindi, come allenatore fiduciario per cercare di fare il bene del Milan. Le ultime sei giornate del campionato anche con Mihajlovic in panchina non avrebbero cambiato in meglio o in peggio la stagione del Milan. Quindi, tanto vale, proseguire con il serbo fino alla fine della stagione e poi provvedere alla sua sostituzione.  Accettare di fare il traghettatore è un’arma a doppio taglio per Brocchi che, crediamo, sarà consapevole che in sei partite si giocherà il proprio futuro da allenatore sulla panchina del Milan. Con una squadra non sua, con giocatori ( che a detta dello stesso Galliani) erano uniti attorno l’ormai ex tecnico Mihajlovic e soprattutto con una buona parte di tifosi ( se non tutti) molto scettici sulla sua scelta anche per i suoi  trascorsi da giocatore. Brocchi, con tutto il rispetto, non può rappresentare quell’idea del ” Milan ai milanisti” tanto decantata da Silvio Berlusconi.  Nella storia del Milan pochi tifosi si ricorderanno del Brocchi giocatore mentre di diverso taglio sarebbero state altre scelte ( ad esempio, Frank Rijkaard o Marco Van Basten che fino a prova contraria sono anche loro allenatori con un indubbio trascorso glorioso nel Milan…). A noi non rimane altro che fare i migliori auguri di buon lavoro a Cristian Brocchi sperando di non ritrovarci fra due mesi a ripresentare questo articolo cambiando il nome dello sparring partner del duo Galliani – Berlusconi.
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