Milan, via Mihajlovic: ma è davvero lui il colpevole?

Pubblicato il autore: Luca Bonaccorso Segui

mihajlovic

Sinisa Mihajlovic è stato esonerato: al suo posto Christian Brocchi. Sicuramente fino a Giugno, poi si vedrà.
L’ex tecnico della Samp paga un rapporto non proprio idilliaco col patron Berlusconi e un posto in classifica inferiore alle attese societarie.
Parliamoci chiaro: Sinisa è un uomo tutto d’un pezzo, deciso, forte, che va dritto per la sua strada, che ascolta tutti ma alla fine decide di testa sua. Ha vissuto due guerre, quindi figuratevi se sente la tensione per una partita di calcio. A lui certi consigli danno fastidio: per lui il presidente è un datore di lavoro si, colui che esce i soldi ok, ma le decisioni le deve prendere l’allenatore.
Il serbo lascia uno spogliatoio unito come non si vedeva da un pò, dove tutti corrono per un obiettivo comune e dove non ci sono più colpi di testa come negli ultimi anni. Con lui si era creata una certa stabilità, un’unione d’intenti che non si vedeva dai tempi di Ancelotti: ha avuto il coraggio di cambiare il modulo (dal suo 4-3-3 ad un più tranquillo e rodato 4-4-2), ha risvegliato gente come Honda e Niang, ha lanciato a 16 anni il futuro portiere della Nazionale Italiana probabilmente per i prossimi anni e ha consacrato Romagnoli come uno dei migliori centrali del campionato.
Ok, talvolta il Milan sarà stato poco spettacolare, con qualche passaggio in meno, ma sicuramente è stato molto più concreto e senza i fronzoli del passato.
Dal canto suo invece Berlusconi è un esteta del calcio: vuole il trequartista ma ha ceduto Saponara, il regista ma ai tempi non si è preoccupato troppo a lasciar partire Pirlo, il bomber e l’Europa è piena di ex milanisti che segnano a raffica. Certamente quest’estate sono stati spesi parecchi milioni sul mercato, ma non si può costruire una squadra in un anno: in una stagione si gettano le basi (quello che stava facendo Sinisa) e in quella seguente cerchi di raccogliere i frutti. Tra l’altro, in un’annata in cui è francamente impossibile per i rossoneri paragonarsi a Juve, Napoli, Roma e anche alla stessa Inter, il tecnico ex Samp ha portato i suoi a giocarsi l’accesso diretto all’Europa League tramite la finale di Coppa Italia.
Al Milan bisognava distruggere e ricominciare: l’ha detto Seedorf ed è stato cacciato brutalmente, c’ha provato Inzaghi ma non gli è stato dato tempo, ci stava riuscendo Sinisa ma non è bastato. Servono delle idee chiare e non mezzi progetti traballanti: o si punta su un giovane allenatore con esperienza in Serie A (vedi Di Francesco) o si fa all-in su un tecnico affermato, visto e considerato che facendo due conti con i tre stipendi di Seedorf, Inzaghi e Mihajlovic messi assieme si poteva prendere anche un tecnico di fama internazionale.
E’ stato scelto Brocchi per queste ultime giornate: si dice sia un pallino di Berlusconi perchè fa un gioco molto propositivo. Gioca col tridente e secondo alcuni è un predestinato perchè a far esprimere bene i suoi giocatori: se fa bene ha qualche possibilità di essere riconfermato, altrimenti sarà l’ennesimo tecnico bruciato presto per non aver mai fatto un minimo di gavetta.
Con la Primavera ha fatto belle cose, ma pure Inzaghi con i ragazzini vinse la Champions…

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