O ti tagli la cresta o non giochi, succede in Arabia Saudita

Pubblicato il autore: Jacopo Chiodo Segui

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Capita che l’area tecnica, la panchina che ospita solitamente oltre ai calciatori, allenatore e staff, si trasformi per qualche minuto in un salone di barbieri.

È successo in Arabia Saudita, il “cliente” Waleed Abdullah portiere dell’Al Shabab, il quale è stato costretto a privarsi della sua cresta, seppure appena accennata poiché considerata contraria alle leggi e alle prescrizioni dell’Islam.
Si proprio così, l’estremo difensore nativo di Riyad, a causa della sua acconciatura è stato bloccato dal direttore di gara, il quale non ha permesso al calciatore di scendere in campo, e di conseguenza ha minacciato l’avvio della partita se prima lo stesso Waleed Abdullah non si fosse fatto tagliare “quella cresta contro l’Islam”.

Anche il calcio e i suoi protagonisti non sono esenti dai concetti e i diktat espressi dalla religione, le autorità sportive saudite hanno deciso di dare un segnale forte in questo senso, proibendo tagli di capelli particolarmente eccentrici perché ritenuti “anti-islamici”.

Va detto, l’acconciatura di Waleed Abdullah era ben lontano dagli abituali e dagli standard di cui siamo abituati in Europa, nulla a che vedere con le stravaganti capigliature spesso proposte da Balotelli, Pogba, Fellaini o chi per esso, nonostante ciò, l’arbitro è stato irremovibile, o la cresta o il campo, vada per la seconda avrà detto il numero uno dell’Al Shabab.

Presto fatto, forbici in mano agli assistenti e inizio dei lavori, un qualcosa che ha dell’incredibile, che di fatti ha destato grande imbarazzo all’Arabia Saudita, ma d’altronde il capo dell’organizzazione giovanile del regno ha chiesto espressamente alle federazioni sportive e al Comitato Olimpico di vietare gli stili troppo eccentrici spesso sfoggiati dai calciatori sauditi ed evitare così che i fan più piccoli, nelle scuole, possano emulare i loro idoli e per questo abbandonare i valori islamici.

Da qui le immagini virali, in pochi minuti il video del taglio di capelli a bordo campo ha fatto il giro del mondo, lasciando increduli e sbalorditi prima i tifosi presenti allo stadio, poi tutti coloro entrati in contatto con le immagini.

Rimasto in panchina per novanta minuti nel pareggio esterno dei suoi (1-1), sul campo dei secondi in classifica dell’Al-Hilal, Waleed Abdullah ha trovato comunque il mondo di rendersi protagonista indiscusso del match, questa volta non per una grande parata o per un rigore neutralizzato.

 

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