Panama Papers: spunta il nome di Adriano Galliani

Pubblicato il autore: Andrea Pertile Segui
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Nuovi sviluppi attorno al caso denominato Panama Papers, la più grande fuga di notizie della storia relativa all’evasione fiscale di ingenti capitali nascosti in numerosi paradisi fiscali da parte di imprenditori, manager e personalità del mondo sportivo e dello spettacolo.Dopo aver fatto i nomi di Montezemolo, Trulli, Platini ed altri personaggi direttamente o indirettamente collegati allo sport, il nuovo numero de l’Espresso in uscita domani rivela altri nomi che avrebbero preso parte a questo “gioco”: tra gli altri si cita quello dell’amministratore delegato del Milan Adriano Galliani. Per il magazine di proprietà di De Benedetti, il dirigente rossonero non sarebbe implicato direttamente come persona fisica, ma come amministratore della società Sport Image, istituita nel lontano 1989 assieme a due manager che all’epoca dei fatti erano dirigenti di Fininvest (la holding guidata dalla famiglia Berlusconi che gestisce – tra le altre – aziende come Mediaset e lo stesso Milan): Giancarlo Foscale e Livio Gironi.
Un’altra società offshore denominata Struie sarebbe stata creata sempre dallo studio legale Mossack Fonseca, a cui avrebbero preso parte lo stesso presidente milanista Silvio Berlusconi Flavio Briatore, legato al mondo dello sport per essere stato titolare della Renault F1 dal 2004 al 2006 e del Queens Park Rangers dal 2007 al 2010 (squadra militante nella Premier League inglese). Detta azienda sarebbe stata messa a disposizione dall’avvocato inglese David Mills, inventore di questo sistema di raggiro off-shore, il quale avrebbe fornito 775 milioni di euro per conto del presidente di Fininvest”. Soldi che in parte sarebbero serviti per l’acquisto di diritti televisivi sportivi e cinematografici a prezzi gonfiati, reato per cui la giustizia italiana si è pronunciata, condannando alcuni vertici della holding di Berlusconi.
La Sport Image Investments è stata oggetto di indagine giudiziaria da parte dei magistrati italiani circa vent’anni fa a causa di presunti pagamenti in nero dei calciatori milanisti del tempo, tra cui spiccano i nomi degli olandesi Marco Van Basten e Ruud Gullit.Non solo sportivi, come detto, ma anche nomi dell’imprenditoria. Dalle carte sottratte al Mossack Fonseca, risulta anche il nome di Emanuela Barilla, socia e componente del consiglio di amministrazione dell’omonima industria alimentare, la quale sarebbe titolare di Jammers International, anche se non è ancora dato sapere a cosa servisse realmente la suddetta società.
Anche uno dei manager più influenti dell’industria farmaceutica mondiale sarebbe coinvolto in Panama Papers. Si tratta di Stefano Pessina, presidente di Wallgreens Boots Alliance, multinazionale della distribuzione farmaceutica. Insieme alla sua compagna, Pessina controllerebbe una offshore chiamata con il curioso nome Farniente Holding. I due hanno tuttavia precisato che la società menzionata è parte della struttura societaria relativa al loro patrimonio familiare: è infatti proprietaria della loro abitazione principale situata nel Principato di Monaco.
La società – hanno fatto sapere i coniugi – è stata costituita e opera da sempre nella più completa legalità e trasparenza, e la sua riferibilità al patrimonio personale è sempre stata palesata e nota alle autorità competenti.  La questione, inoltre, secondo i Pessina, non avrebbe alcuna rilevanza sul piano fiscale in Italia né altrove, poiché Stefano Pessina e Ornella Barra sono cittadini del Principato di Monaco e lì residenti da decenni. Nessuna traccia o riscontro invece sul presunto acquisto da parte della società o del manager della squadra del Monaco, club di Ligue1 dell’omonimo principato.
Ci teniamo a ribadire che queste riportate sono solo indiscrezioni giornalistiche riportate da numerose testate italiane e straniere. “Si attende pertanto la risposta dei diretti interessati che – come riporta l’Espresso – sono invitati a chiarire le loro posizioni in merito alla loro presenza sui dossier di Panama Papers”.
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