Quando il calcio ci fa emozionare

Pubblicato il autore: Antonio Butera Segui

Da un lato le lacrime del mister Ranieri, dall’altro le lacrime di un tifoso giallorosso. In un epoca storica quando tutto sembra monotono e scontato boom!!! Succede l’inaspettato. Una squadra il Leicester che l’anno di prima lottava per non retrocedere quest’anno lotta per la vittoria della premier league, un uomo, Francesco Totti, dato per finito, bollito e svogliato, a suon di gol riconquista le prima pagine dei giornali ribaltando le sorti della partita contro il Torino. Quando la magia fa parte del calcio. Due destini destinati ad incrociarsi Ranieri e Totti. Non sarà un incontro come avvenne nel 2009 quando il tecnico capitolino era stato nominato alla guida dei giallorossi. Questo potremmo definirlo un incontro premonitore. Si perché il calcio non è sempre razionalità. Come nella partita contro la squadra granata, dove una zampata di Totti porta il risultato sul 2-2 e un rigore calciato, chirurgicamente, sull’angolo destro chiude la partita sul 3-2. La sua prima doppietta da subentrato si perché anche alla soglia dei quarant’anni c’è sempre una prima volta per tutto. Prendo in prestito la frase di Steven Jobs “siate affamati, Siate folli” si perché di questo si tratta di voglia di vincere e follia!
Nessuno avrebbe scommesso sulla squadra inglese ad inizio campionato e nessuno mai si sarebbe aspettato 4 goal da Totti per altro quasi tutti decisivi. Come è possibile far collimare la voglia di riscatto con la follia? Basta utilizzare quell’ingrediente segreto detto determinazione, da un lato il leader che siede in panchina e dirige l’orchestra gestendo i giocatori, nella parte opposta il leader maximo che dalla panchina subentra e sfodera delle giocate magistrali con la freschezza di un ragazzino. Due grandi uomini che pur messi alla gogna uno per il Flop con la nazionale Greca, l’altro per il vecchio che avanza. Sono stati capaci di far ricredere anche i più scettici. Basta solo andare a guardare le giocate del vecchietto oppure, la determinazione, l’intensità di gioco che mostrano sul campo i giocatori delle Foxes. Si emozione “Processo interiore suscitato da un evento-stimolo rilevante per gli interessi dell’individuo”, il calcio non può che essere quell’evento-stimolo. La cosa che ci rende diversi dalle macchie e ci rende esseri umani è proprio l’emozionarci. L’aspetto più affascinate e magica del calcio è che all’inizio di una partita, prima che l’arbitro fischi, si parte dal risultato dello 0-0, e quindi non può esserci emozione senza fischio d’inizio. Si e spesso parlato di sindrome di Stendhal “Complesso di manifestazioni di disagio e sperdimento psichico conseguenti a una forte esperienza emozionale subita” proprio quella che ha colpito un ragazzo che dalla curva sud e scoppiato in un pianto liberatorio dopo aver assistito alla doppietta del pupone. In un intervista ha dichiarato che il capitano dei giallorossi è parte di lui, avendo ventidue anni è cresciuto nel mito di questo calciatore, sostenendolo e supportandolo in ogni partita. Il calcio visto come una vera e propria religione con i suoi dogmi. Come anche il tifoso del Leicester che è morto per come ha vissuto tifando la sua squadra del cuore, e poco importa se non è riuscito a vedere la fine del campionato. Alla fine quello che è conta è ciò che provi durante la corsa non alla fine.
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