Ranieri: “Sono partito da zero, non mi ha mai regalato niente nessuno”

Pubblicato il autore: Ilaria Ceracchi Segui

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Claudio Ranieri, tecnico del Leicester City e principale artefice della più bella favola calcistica degli ultimi anni, si è raccontato in una lunga intervista concessa a La Repubblica. L’allenatore romano ha voluto ripercorrere tutte le tappe della sua lunga e prolifera carriera, lanciando frecciate ai vari club, italiani e non, che lo hanno allontanato, nonostante i buoni risultati conseguiti. Non risparmia nessuno, ne ha davvero per tutti. Dalla Spagna alla Grecia, per passare poi in Italia ed arrivare infine in Francia. Un bel tour europeo, dunque, quello di Claudio Ranieri, che non si è mai risparmiato, accettando anche realtà complicate, nel bel mezzo di momenti tutt’altro che sereni e floridi. Ora, che sta conducendo un’impresa che sembrava essere impossibile ed è ammirato ed elogiato da tutta Europa, può togliersi senz’altro qualche sassolino. Le parole del ct sono state riportate da TuttoJuve.com.
Sull’avventura a Valencia e in Grecia: “Io sono un uomo tranquillo. Sono superfelice della mia vita e della mia carriera, mi ritengo superfortunato. Non ho motivi di rivalsa con nessuno, sono solo grato. Qualcuno mi ha tradito, è capitato, a Valencia  per esempio, ma è la vita. Sono lo stesso di sempre, non sono cambiato, ero Claudio Ranieri prima di allenare la Grecia, un’esperienza infelice, e dopo. I greci mi addebitano addirittura due sconfitte con le Far Oer, ma io ne persi solo una! E dopo di me non hanno certo vinto, anzi hanno continuato a perdere. Lasciamo stare che è meglio“. Sull’esperienza nei club nostrani: “Guardi che a me non ha mai regalato niente nessuno, sono partito da zero. Dai dilettanti: Vigor Lamezia. Poi tre anni a Cagliari dalla C alla A, vincendo campionati e una Coppa Italia. Poi il Napoli subito dopo Maradona con varie soddisfazioni, compreso un 5-0 a Valencia in Coppa Uefa. Poi 4 anni a Firenze, dalla B alla promozione, una Coppa Italia, una Supercoppa, una semifinale Uefa contro il Barcellona. Poi dopo gli anni in Spagna e al Chelsea prendo il Parma quasi retrocesso a febbraio e lo salvo. Poi la Juve, mandato via quando ero terzo e quasi secondo, vabbè, c’erano incomprensioni varie. Poi la Roma e faccio 80 punti prendendola alla terza giornata, perdiamo lo scudetto all’ultima con l’Inter di Mourinho, ma il secondo anno capisco subito che c’è un’atmosfera strana, diversa, dico ai giocatori che se vogliono me ne vado, loro dicono no mister, ma dopo quel Genoa-Roma 4-3 saluto tutti“. Sulla panchina dell’Inter: “Partiamo benissimo e quello mi dannerà: sette vittorie consecutive e si pensa a grandi traguardi, ma nel frattempo mi vendono Coutinho e Thiago Motta e alla fine trovarono il colpevole in Ranieri, ma posso dire di essere stato l’unico allenatore nella storia dell’Inter cui hanno solo venduto giocatori, e comprato nessuno”. Infine, in Francia: “E finisco: vado al Monaco in Francia, vinco un campionato e in quello successivo arrivo secondo con 80 punti, dietro il Psg degli sceicchi. Secondo lei ho avuto una brutta carriera? Non direi proprio. Dicono: Ranieri ha vinto poco. Ma vogliamo parlare delle condizioni in cui erano certe squadre italiane che ho preso? E chi è venuto dopo, ha fatto meglio di me? Non credo proprio”. 

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