Recoba tra il mito e la storia: si ritira il giocatore che ha fatto sognare Moratti

Pubblicato il autore: Christian Vannozzi Segui

recobaTra i calciatori più rappresentativi dell’Inter targata Moratti non si può non menzionare Alvaro Recoba, talento inimitabile e giocatore amatissimo dall’ex presidente nerazzurro che ha sempre nutrito una grandissima stima per lui.
Dopo aver trionfato nel campionato uruguayano dove ha vinto il campionato nazionale con il National Montevideo il 14 giugno dello scorso anno, El Chino si è ritirato ieri sera dal calcio giocato con un’ultima partita giocata con tutti i suoi ex compagni e amici che hanno deciso di onorare in questo modo uno dei giocatori più estrosi degli ultimi 20 anni.
Gli ultimi minuti ufficiali di Recoba si sono consumati nello stadio Gran Parque Central della capitale uruguagia, in un’atmosfera gioiosa, degna di una grande stella che però ha raccolto molto meno di quello che effettivamente poteva raccogliere, a causa di un carattere scontroso che lo ha reso a volte intollerabile per alcuni allenatori di ferro come Lippi e Cuper, che non lo hanno saputo valorizzare né capire, relegando spesso in panchina un giocatore che avrebbe veramente potuto fare la differenza in molte occasioni.

“Quando smetterò di giocare di sicuro mi dirò: che stupido sono stato”.

Parole purtroppo veritiere del campionissimo uruguayano che avrebbe potuto regalare all’Inter e a se stesso vittorie molto più consistenti. Nonostante ciò Recoba rimane nei cuori di ogni tifoso nerazzurro, per le grandi prodezze e per le speranze che ha fatto nutrire al popolo di Milano e dell’Uruguay intero.

Recoba e l’Inter: un amore infinito

recobaIl 31 dicembre del 1997 debutta all’Inter Ronaldo, il fenomeno che aveva già insegnato calcio in Olanda e in Spagna e che ora avrebbe dovuto guidare i nerazzurri alla vittoria dello scudetto. Contro il Brescia a San Siro però le cose si misero immediatamente male per la formazione allora allenata da Gigi Simoni che in casa andò sotto per 1 a 0 grazie a uno spettacolare gol di Hubner, ma a 10 minuti dalla fine il buon Simoni pescò dal suo folto mazzo la carta giusta, uno sconosciuto ragazzino di 21 anni che illuminò San Siro con due missili letterali che regalarono la vittoria all’Inter, il tutto sotto un pubblico quasi incredulo, che aspettava il fenomeno e invece ha trovato el chino.
Fu in quell’occasione, forse fortuita, o forse voluta, che Recoba divenne uno dei beniamini di Moratti e dell’intero popolo nerazzurro, che trovò così un campione in erba che per 10 anni avrebbe indossato la maglia nerazzurra.
recobaPurtroppo però il cammino di Recoba con la maglia dell’Inter, pur contraddistinto da innumerevoli reti e altrettante prodezze balistiche, fu avaro di vittorie. Iniziata benissimo la sua aventura, con il secondo posto in campionato e la conquista della Coppa Uefa, seguirono anni bui, dove l’Inter partecipò alle Champions League e fu protagonista in campionato senza però vincere mai nulla.
Il trend negativo che portò le firme di Lucescu, Lippi, Tardelli, Cuper e Zaccheroni, fu spezzato dall’avvento di Roberto Mancini, che portò all’Inter due Scudetti e due Coppe Italia negli ultimi due anni di Recoba all’Inter, anni dove ormai la luce de el chino si era offuscata, sostituito prima da Adriano e poi da Ibrahimovic nei cuori dei neroazzurri.

L’addio al calcio di Recoba

recobaPer l’addio al calcio di Alvaro Recoba non potevano certamente mancare i compagni più fedeli de el chino, quali Javier Zanetti, Ivan Zamorano e Francesco Toldo, compagni dell’Epopea neroazzura che hanno riabbracciato il vecchio amico assieme ad Andrés D’Alessandro, Ivan Alonso, Tabaré Viudez, Carlos Valderrama, Marcelo Gallardo e Juan Roman Riquelme.
Stupende l’accoglienza dello stadio Parque Central de Montevideo, che ha proposto coreografie fantastiche per un campione amatissimo in Uruguay che ha raccolto, almeno a fine carriera, tutto l’affetto che ha sempre cercato.

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