Talenti “Primavera”: Manuele Macera

Pubblicato il autore: Michele Santoro Segui

livorno calcio
Talenti “Primavera”: Manuele Macera – L’equilibrio tra le fasi di gioco, quella offensiva e quella difensiva, è la chiave che decide il successo di una squadra. Per trovare l’equilibrio però, ci vogliono gli interpreti giusti.

Chiedere a Roberto Mancini, che poco tempo fa affermò: “Datemi un portiere, nove Medel, Messi e vinco tutto”. Il talento è necessario, chiaro, ma qualcuno deve pur rubare e giocare la palla, prima di darla al fuoriclasse di turno.

Un principio questo, che, bene o male, tutte le squadre cercano di applicare, dalla massima serie alle giovanili. Principio di cui, nel Livorno Primavera, Manuele Macera è personificazione. Il capitano classe ’97 della formazione under 20 labronica, è il classico jolly, di quelli che fanno le fortune dei propri allenatori. Prima Ezio Gelain e poi Luciano Bruni la scorsa stagione, e Stefano Brondi quest’anno, l’hanno eretto a uomo chiave del gioco, sia che il ragazzo venisse schierato al centro della difesa, o sulla mediana.

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Macera è un allenatore in campo, dotato di una buona tecnica di base, ordine, grinta, ma soprattutto personalità. Nasce e gioca come difensore centrale, in casi di emergenza anche sulla fascia sinistra, ma ultimamente si sta comportando molto bene come mediano davanti alla difesa: la sua visione di gioco, e il suo mancino, più educato rispetto a quello di altri difensori prestati al centrocampo, si prestano bene alla costruzione della manovra, e seppur non velocissimo, compensa con un gran senso della posizione.

Tatticamente è molto disciplinato, e rende tanto anche nel gioco aereo; pecca un po’ in zona gol, infatti, è ancora all’asciutto in tutte le competizioni. Il fatto di poter rivestire i ruoli più importanti nei settori nevralgici del campo, gli permette di gestire bene sia la fase di possesso, che quella di non possesso. Nonostante i 19 anni d’età, per Macera,  cominciano anche ad arrivare anche i primi tributi di stima: lo scorso 31 dicembre, infatti, il ragazzo ha ricevuto la prestigiosa “Targa Amaranta“, l’importantissimo riconoscimento rilasciato dal portale Amaranta.it, al migliore talento espresso  dal calcio giovanile livornese nell’anno solare, in  questo caso, 2015.

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Maturità e sicurezza, hanno convinto l’ex allenatore del Livorno, Christian Panucci, a convocarlo, per la prima volta, nella la gara casalinga dello scorso 6 settembre contro il Pescara, bissata poi, lo scorso 25 gennaio, per la partita contro il Como. In queste occasioni non ha esordito, ma se le già ottime premesse verranno rispettate, non passerà molto tempo prima di vedere Manuele Macera nel calcio dei grandi. Ipotesi rafforzata dalle attuali condizioni di classifica della squadra: se si dovesse abbandonare la lotta salvezza, (a gare dalla fine, gli amaranto sono penultimi con 4 punti in meno rispetto a Modena e Salernitana, che si giocherebbero il play out per la permanenza nella serie cadetta) Gelain, suo primo mentore, non avrebbe difficoltà a farlo entrare in campo. Il Livorno, comunque, punterà molto sul capitano della Primavera per il prossimo anno, soprattutto se si dovesse ripartire dalla Lega Pro.

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Un ragazzo che sembra aver già fatto breccia nel cuore della caldissima tifoseria livornese, e anche in quello del suo presidente, Aldo Spinelli, che si è augurato che Macera possa diventare una futura bandiera del club toscano.

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