Tecnologia e sport: il calcio ora è al passo con i tempi

Pubblicato il autore: Andrea Bellini Segui

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E’ di poche ore fa l’annuncio dell’introduzione, a partire da settembre prossimo, della moviola in campo in Italia, per quanto riguarda i campionati di Serie A e di Serie B. Una svolta epocale per il mondo del calcio, da sempre restio, soprattutto ai livelli superiori, nella figura dell’ex presidente Uefa Platini, a far entrare nel mondo del calcio “inutili” ausili tecnologici, che, a detta dei detrattori, vanno a togliere un elemento comunque importante delle partite, ovvero la discrezionalità di arbitro e relativi assistenti. Ma quando la “discrezionalità” si trasforma in errore, magari grossolano e decisivo? Polemiche su polemiche da ogni dove: stampa, giocatori, allenatori, dirigenti e comuni tifosi, con discussioni animate e, spesso, protratte nel tempo.

E allora ecco che alla fine prevale il buon senso, dopo molti anni di “lotta” (vedi Aldo Biscardi, noto sostenitore della moviola in campo fin da tempi immemori). Bisogna dire che il “grande passo” è merito dell’introduzione dell’Hawk-Eye (l’Occhio di falco) già dalla scorsa finale di Coppa Italia tra Juventus e lazio, lo scorso 7 giugno 2015 (ausilio tecnologico entrato a pieno regime nel massimo campionato italiano, e non solo, dall’inizio della stagione in corso), che ha in un certo senso “sbloccato” la situazione per quanto riguarda l’introduzione della tecnologia all’interno del rettangolo di gioco.

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Detto che non mi soffermerò sullo spiegare il funzionamento di tale strumento (leggi qui per maggiori informazioni), mi limiterò a spiegare il titolo, ovvero: perché si può dire che il calcio è finalmente a passo con i tempi? La risposta è semplice: come molti sanno, infatti, questi ausili tecnologici sono da tempo utilizzati in molti sport, come, ad esempio, nel cricket e nel tennis, dove le dinamiche di gioco rendono impossibile, o comunque meno preciso, il lavoro degli arbitri nello stabilire a chi assegnare i punti (e non solo) nelle varie situazioni di gioco che vengono a crearsi nel corso di ogni singola partita. Non solo “occhio di falco”, e non solo tennis e cricket: nella pallavolo e nel basket, infatti, si utilizza il sistema della moviola per risolvere le situazioni più intricate: se, ad esempio, un giocatore ha toccato la rete o se la palla è uscita totalmente o ha toccato la linea, nella pallavolo, o se un tiro vale due o tre punti, nel basket, solo per citare le situazioni più comuni che possono decidere le sorti di un intero match. Ovviamente, tutto questo si svolge con le stesse metodologie con cui si svolgerà nei campi di calcio, ovvero è stabilito un numero massimo di chiamate per squadra e il gioco si ferma, per permettere ai tecnici a bordo campo di rielaborare le immagini da sottoporre, poi, al giudizio dell’arbitro stesso, che poi ha il compito di decidere nel merito.

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Breve cenno, infine, ad uno strumento che non incide direttamente sul risultato delle partite, ma è comunque elemento di rivoluzione nel mondo calcistico, ovvero l’utilizzo dei droni negli allenamenti, strumento che permette ai giocatori di rivedersi, con una visuale dall’alto, e quindi completa, delle varie situazioni che si provano in allenamento.

In sostanza, quindi, la tecnologia è sicuramente la benvenuta in uno sport dove molto, troppo spesso, la polemica prevale sull’aspetto sportivo e viene spesso usata come pretesto per giustificare una sconfitta. Non ci resta che attendere l’inizio della prossima stagione.

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