Tifo violento: è ora di cambiare! – Speciale violenza

Pubblicato il autore: Andrea Bellini Segui

news_img1_82379_scontri-tifosiNuovo episodio, domenica scorsa, di quel fenomeno definito “tifo violento“, ovvero quando il calcio (ma non solo, leggi qui) viene sostanzialmente messo da parte e il tifo diventa un pretesto per “giustificare” quella che, invece, è pura violenza.
Il caso più recente, in Italia, arriva dal posticipo di domenica 10 aprile in occasione della sfida Palermo-Lazio, valevole per la 32esima giornata di Serie A Tim.  Il tutto ha avuto luogo prima della partita, con i tifosi della Lazio che sono stati aggrediti dagli ultras palermitani; una sorta di vero e proprio agguato, e non è escluso che sia stato premeditato. Gli scontri si sono conclusi con 8 arresti, 5 palermitani e 3 laziali. Ma non è tutto, perché gli scontri sono poi proseguiti all’interno dello stadio Renzo Barbera, dove la partita è stata sospesa per ben due volte per il lancio di petardi e fumogeni in campo; da sottolineare, anche, vari “falò” sugli spalti.
Tutto questo dovrebbe rientrare in una sorta di protesta contro la squadra, che è in piena lotta per non retrocedere, ma, chiaramente, questo atteggiamento da parte della tifoseria non può far altro che peggiorare l’umore dei giocatori, già sotto i tacchi.

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Questo, quindi, può essere considerato come l’ultimo capitolo del fenomeno del tifo violento dentro e fuori gli stadi italiani, che negli ultimi anni sembrano essere diventati meta preferita dai tifosi più “accesi”, per usare un eufemismo.
Infatti, come non ricordare il grande esempio di civiltà di cui Roma è stata suo malgrado teatro nelle ultime settimane? Si ricordino gli scontri tra tifosi laziali e i turchi del Galatasaray, l’inciviltà di alcuni tifosi cechi, protagonisti di un episodio di pessimo gusto contro una mendicante, nell’indifferenza generale (leggi qui).
Episodio se possibile più grave quello accorso l’anno scorso, sempre nella Capitale: quella volta i tifosi olandesi del Feyenoord, in Italia per la sfida di Europa League Roma-Feyenoord, si resero protagonisti della famosa devastazione della fontana della Barcaccia in Piazza di Spagna, provocando danni per milioni di euro, oltre al danno dal punto di vista artistico.

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Infine, ben più famosa, seppur protagonista un paio di anni fa, la figura di Ivan Bogdanov, l’ultrà serbo che interruppe (dopo aver provocato il ritardo del fischio d’inizio, ndr) la partita Italia-Serbia giocata il 12 ottobre 2010 allo Stadio Marassi di Genova, partita valida per il girone delle qualificazioni agli Europei del 2012, sospesa dopo pochissimi minuti, a causa del ripetuto lancio di petardi e fumogeni sia in campo, sia nelle gradinate occupate dai tifosi italiani, da parte dei “tifosi” serbi, capeggiati dallo stesso Ivan.

Sembra, quindi, che sia arrivato il momento di cambiare per l’Italia, attuando una politica simile a quella operata da Margaret Thatcher verso la metà degli anni ’80 in Inghilterra, sebbene gli episodi erano ben più gravi di quelli che avvengono in Italia. Comunque un cambiamento è più che auspicabile; cambiamento che dovrebbe garantire una maggior sicurezza all’interno degli stadi ma non solo: è, infatti, evidente come la maggior parte degli scontri avviene in occasione di partite internazionali, quindi serve un maggior controllo delle enormi masse che si spostano in occasione di questi eventi.
In sintesi, servirebbe una miglior collaborazione delle forze dell’ordine dei vari Paesi, per far sì che gli stadi possano tornare in mano ai veri tifosi.

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