Lazio: Work in Progress

Pubblicato il autore: Marco Tarantino Segui

La Lazio ed i suoi tifosi si erano illusi di avere una squadra da prime posizioni in Serie A, una squadra che esprime un gioco arioso con una difesa solida ed uno spogliatoio unito. Bene dimenticatevi tutto questo, la stagione 2015-2016 ci ha detto che la stagione precedente era una illusione, un unicum destinato a non ripetersi.

voti gazzetta lazio verona Felipe-Anderson1I motivi della crisi? Tanti troppi… In primis la sopravvalutazione di una rosa di giocatori non pronta per le tre competizioni alle quali è andata in contro la squadra: da Parolo, a Candreva, da Djordjevic e Matri a Cataldi e Felipe Anderson, arrivando fino a Keità, nessuno si è confermato ai suoi livelli, e nessuno soprattutto a livello di giovani ha fatto il definitivo salto di qualità, decisivo per la crescita di una squadra con una ossatura giovane.
Anche la sfortuna ha avuto la sua componente, l’infortunio di De Vrij ha privato la Lazio di uno dei migliori centrali della Serie A, lasciando la squadra senza alternative di livello: e qui entra in gioco la società. Una delle componenti che maggiormente ha colpe: mercato insufficiente, sopravvalutazione dei giocatori in rosa, acquisto di calciatori insensato, da Patric, alla conferma di Braafheid, fino all’acquisto di Morrison o il prestito di Matri. Spese pari a zero, escludendo Milinkovic Savic, uno dei pochi a salvarsi in una stagione disastrosa. Gli introiti relativi all’Europa non reinvestiti, mercato praticamente nullo: Hoedt, giovane di prospettiva ma tutt’altro che pronto, lanciato in prima squadra allo sbaraglio in una difesa da brividi con Mauricio ed il fantasma di Gentiletti, il mercato invernale con il “colpo” Bisevac, un centrale che veniva da un lunghissimo stop, non in grado di ripagare le attese societarie. Insomma mercato: voto finale 1

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Questa estate sarà un momento fondamentale per rilanciare la Lazio, anche se visti i precedenti difficilmente ci saranno spese folli o acquisti di giocatori già pronti: si punterà ancora sulla linea verde, si rilanceranno giocatori come De Vrij, Keità, Milinkovic Savic, Cataldi, Felipe Anderson, a cui saranno affiancati giocatori di carattere ed esperienza. Andrà via Klose, con lui probabilmente anche Candreva, Mauri, Djordjevic, Mauricio, Gentiletti, Konko, Biglia per citarne qualcuno.

Work in progress: tante uscite, poche conferme ed una identità di gioco da ritrovare in queste ultime 6 gare della stagione, con l’incognita legata a Simone Inzaghi: sarà lui il futuro della panchina della Lazio? C’è l’ombra di Mihajlovic alle sue spalle, ma se dovesse far bene appare quasi certa la sua conferma. Si ripartirà dal 4-3-3, con diversi interpreti rispetto al modulo statico del secondo anno di Pioli. Ci saranno Marchetti, De Vrij, Hoedt, Basta, Radu, Milinkovic Savic, Parolo, Cataldi, Keita, Felipe Anderson ed un fantomatico attaccante di movimento, che verrà individuato sul mercato (l’ultimo nome che torna di moda, quello di Van Persie è solo una utopica pista lanciata dai media turchi). Tanti giovani in rampa di lancio, ma che dovranno fare il definitivo salto di qualità, come il loro possibile nuovo allenatore: se ci saranno entrate saranno soprattutto le fasce difensive a dover essere rinforzate, vista la scarsa forma e rendimento di Radu/Lulic, Konko/Basta, più alle prese con l’infermeria che con il campo. Anche a centrocampo dovrà arrivare un sostituto di Biglia, un metronomo, con doti di corsa, come De Roon dell’Atalanta: ai suoi lati possibile vengano confermati Savic e Parolo, con Cataldi ad operare da “sesto uomo” cestistico come primo cambio per dare vivacità. In avanti, con Mauri e Candreva in partenza verrà confermato Anderson come Keita ma serviranno nuove ali per mettere in condizione l’attaccante che per forza di cose arriverà dal mercato di sfruttare cross e assist. Non ci sarà l’Europa per cui la rosa anche corta andrà bene per le due competizioni alle quali la Lazio prenderà parte.

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Work in Progress: la Lazio riuscirà finalmente a esplodere con il potenziale dei giovani in rosa o dovrà arrendersi ad un ciclo mai veramente sbocciato? 

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