Boban sulla crisi del Milan: “Si sta consumando un dramma, l’era di Berlusconi è finita da anni”

Pubblicato il autore: Ilaria Ceracchi Segui

Jonathan Moscrop / LaPresse17 03 2012 Firenze ( Italia )Sport CalcioACF Fiorentina vs. Juventus - Serie A Tim 2011/2012 - Stadio Artemio Franchi di FirenzeNella foto: Commentatore della Sky sport Zvonomir BobanJonathan Moscrop / LaPresse17 03 2012 Florence ( Italy )Sport SoccerACF Fiorentina versus Juventus - Italian Serie A Soccer League 2011/2012 - Artemio Franchi stadium of FlorenceIn the Photo: Sky sports commentatore and former AC milan player Zvonomir Boban

L’ex centrocampista rossonero Zvonimir Boban è intervenuto ai microfoni della trasmissione radiofonica Radio anch’io sport per commentare e analizzare il campionato insoddisfacente e al di sotto delle aspettative del Milan, reduce da un rocambolesco pareggio con il Frosinone nella gara casalinga di ieri pomeriggio. Il croato, che ha militato nel club meneghino dal 1992 al 2001 vivendo, dunque, gli anni d’oro e pieni di successi del Milan, ha utilizzato parole non propriamente al miele per descrivere la situazione paradossale che sta vivendo la sua ex squadra. Nella sua analisi, però, non è stato critico nei confronti del nuovo mister Christian Brocchi, il cui unico errore è stato quello di aver accettato l’incarico: “Quella di Brocchi è una missione difficilissima, succede ad un allenatore che non stava facendo male, che con il 4-4-2 aveva trovato con una logica di gioco. Brocchi non avrebbe dovuto nemmeno accettare questo ruolo, però lo capisco. Ha pochissime colpe, solo di non aver capito che era una storia troppo grande per lui”- ha ammesso Boban secondo quanto riportato da Tuttosport.com. Diverso, invece, il parere dell’ex calciatore sulla società e sul presidente Silvio Berlusconi: “Se alziamo lo sguardo sulla stagione complessiva vediamo che si sta consumando un dramma, per un Milan che sta finendo così in basso come non gli capitava da 30 anni. La sua era è finita da anni. È stato un presidente fantastico. Ha insegnato a tutti come si organizza una società moderna. Ora purtroppo è tutto l’opposto: regna la confusione totale, con ruoli indefiniti, addirittura doppi. Si vedono tante cose non da Berlusconi. Avrebbe dovuto cambiare rotta da tempo, per proteggere la sua storia nel Milan”. Su Galliani: “Un dirigente straordinario. Che però da anni non ha più dalla sua la forza e l’appoggio, anche economico, di Berlusconi. Nemmeno lui ha capito che avrebbe dovuto proteggere il proprio operato. Andato via Ariedo Braida gli è mancata una spalla tecnica importante. Galliani in quel settore non ha la stessa abilità che ha da manager”. L’ex centrocampista ha espresso, poi, una preferenza su quale allenatore potrebbe davvero rialzare le sorti del Milan: “Io prenderei Diego Simeone, ma Mihajlovic è un piccolo Simeone. La parola d’ordine del tecnico argentino è ordine, anche con una certa aggressività, ma per essere sempre al centro di ogni decisione. Solo così si può riprendere il filo di una logica che al momento manca completamente”. Boban  si è espresso anche in merito all’assenza di un grande mito del passato rossonero come Paolo Maldini all’interno della società: “Non vederlo nel Milan è peggio che assurdo. Ma a loro dovrebbe dispiacere molto più che a me”.
Infine, l’ex legenda rossonera ha ammesso di essere stato contattato dalla Fifa: “«Sì, è vero, per un ruolo collaborazione a 360 gradi, credo che sia positiva l’idea di Infantino che tanti ex giocatori si avvicinino a ruoli nella federazione mondiale”. Poi, sull’idea di unificare l’interpretazione del fallo di mano:I giocatori non sono pinguini , con la velocità ed il dinamismo del gioco di oggi come si può pensare che in area si stia sempre con le mani dietro la schiena, bisogna potersi bilanciare”.

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