Calciatori italiani in Premier League: un’invasione iniziata negli anni 90′

Pubblicato il autore: andrea celesti Segui

vialliPremier League: in due parole il campionato più bello del mondo, dove hanno giocato tanti fuoriclasse stranieri ma anche tanti calciatori italiani del passato e del presente. “L’invasione” dei nostri giocatori è iniziata negli anni 90′ quando alcuni, dopo aver vinto praticamente tutto in Italia, decisero che era il momento di cambiare aria, fare nuove esperienze, attirati dagli ingaggi faraonici che le squadre di allora offrivano loro. Sono cominciati proprio in quel periodo in Premier League i primi grandi investimenti economici, che come detto hanno portato tanti campioni nel campionato d’oltremanica. Ci sono stati tanti italiani, stilare un elenco completo è praticamente impossibile. Tuttavia si possono elencare i primi che hanno dato inizio a questa “moda”, che è proseguita poi con i vari Ogbonna, Darmian, Aquilani, Balotellli, Borini e tanti altri…
Tra i più importanti ricordiamo Carlo Cudicini, un portiere dotato di buonissima tecnica, che in Inghilterra ha vissuto gli anni più belli dal punto di vista calcistico. Voluto da Gianluca Vialli, nel 1999 si trasferì al Chelsea, dove grazie a grandi prestazioni si guadagnò presto il posto da titolare. Con i “Blues” rimase 10 anni, nel corso dei quali conquistò due Campionati inglesi, tre Fa Cup, due Coppe di Lega Inglese e due Community Shield. Nel gennaio del 2009 passò a titolo gratuito al Tottenham, dove rimase fino al 2013. Cudicini è stato uno dei portiere più apprezzati dai tifosi inglesi, tanto che qualche anno fa qualcuno lo propose addirittura per difendere i pali della nazionale inglese, proposta ovviamente irrealizzabile.
Un altro italiano famoso per aver giocato in Inghilterra è sicuramente Paolo Di Canio, giocatore che è riuscito a lasciare il segno nel campionato d’oltremanica. Dopo un anno in Scozia con la maglia del Celtic, nel 1997 passò allo Sheffield Weds, dove nella prima stagione realizzò la bellezza di 12 reti. Il secondo anno, Di Canio fu protagonista di una lite con l’arbitro Allcock che gli costò una maxi squalifica di 11 giornate. Nel 1998 passò al West Ham, dove in quattro stagioni  e mezzo mise a segno 48 reti in 118 presenze. Con gli “Hammers”, Di Canio riuscì a togliersi grandi soddisfazioni: oltre alla coppa Intertoto vinta nella stagione 1999-00, nello stesso anno venne nominato miglior giocatore della squadra londinese in Premier League. Senza dimenticare il premio Fair Play dell’anno, conquistato per aver fermato il gioco nonostante avesse la porta libera davanti. Dopo la retrocessione della sua squadra, nel 2003-04 passò al Charlton Athletic, dove concluse la sua esperienza in terra inglese da giocatore. Di Canio è stato sicuramente un atleta molto amato dai suoi tifosi, sia nel bene che nel male. Un calciatore genio e sregolatezza, dotato di tanta grinta, tecnica, unita a un carattere aggressivo, che gli ha portato a litigare con tanti colleghi, giornalisti e arbitri. Nel 2011 tornò in terra inglese nelle vesti di allenatore, prima sulla panchina dello Swindon, dove conquistò la promozione in League One, e poi su quella del Sunderland.
Un altro calciatore che ha lasciato sicuramente tanti bei ricordi in Premier League è Fabrizio Ravanelli. Dopo aver vinto tutto con la Juventus, nel 1996 “Silver Fox” passò al Middlesbrough. Nonostante giocò con la squadra una sola stagione, Ravanelli riuscì comunque  a lasciare il segno, mettendo a segno 17 gol in 34 partite, che però non bastarono ad evitare la retrocessione della squadra in First Division. Indimenticabile la sua tripletta alla prima giornata contro il Liverpool, che gli permise nel 2008 di conquistare la prima posizione della classifica dei giocatori col miglior esordio in Premier League. Con il “Boro”, Ravanelli sfiorò anche la Coppa d’Inghilterra, perdendo in finale con il Leicester. Dopo le esperienze con il Marsiglia e la Lazio, “penna bianca” tornò in Inghilterra con la maglia del Derby County, totalizzando 14 gol in 50 partite.
Come dimenticare poi Gianluca Vialli, un giocatore che ha dato tanto al calcio inglese. Dopo aver vinto la Champions League con la Juventus, nel 1996-97 si trasferì al Chelsea, dove il primo anno vinse subito la Fa Cup. Nel 1998 subentrò a Gullit come allenatore, divenendo il primo “player manager” italiano nella storia del calcio inglese. Anche in questo nuovo ruolo, ottenne tanti successi come la Coppa delle Coppe, la Coppa di Lega, la Charity Shield, la Supercoppa Europea e un’altra Fa Cup. Dal 1996 al 2000, Vialli segnò la bellezza di 21 gol in 58 presenze con i “Blues”, numeri che lo fecero entrare ben presto nel cuore dei tifosi inglesi. Nel 2001 venne ingaggiato come allenatore dal Watford, squadra che allora militava nella First Division inglese, ma dopo un anno venne licenziato a causa dei scarsi risultati.
Un altro italiano che militò per tanti anni in Premier League è Gianfranco Zola, uno dei primi ad essere ingaggiato da una squadra inglese di alto livello. Dopo tre buone stagioni al Parma, nel 1996 fu acquistato dal Chelsea, diventando ben presto uno dei simboli della squadra. Nelle sette stagioni con i “Blues” conquistò due Fa Cup, una Community Shield, una Coppa di Lega inglese, una Supercoppa Europea e una Coppa delle Coppe. Oltre ai grandi successi di squadra, ben presto arrivarono anche quelli individuali: nel 2003 venne nominato miglior giocatore del Chelsea di tutti i tempi, mentre nel 2004 ricevette l’onorificenza di “Ufficiale dell’Ordine dell’Impero Britannico”. Con la squadra di Londra collezionò 229 presenze realizzando 59 gol, alcuni dei quali rimasti nella storia di questo sport (bellissimo il gol di tacco destro contro il Norwich nel 2002). “Magic Box” riuscì ad entrare nel cuore dei tifosi del Chelsea non solo per le sue grandi qualità tecniche, ma anche per quelle di uomo dentro e fuori dal campo. Tornò in Inghilterra nelle vesti di allenatore del West Ham(2008-10) e del Watford(2012-13), senza tuttavia ripetere i successi avuti da giocatore.

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