Calcio, intervista a Javier Zanetti: “Ecco quando ha pensato di smettere”

Pubblicato il autore: Simone Satragno Segui

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Lunga e interessante intervista concessa dal vice presidente dell’Inter, Javier Zanetti. Sono già passati due anni dal suo commovente addio al calcio, e adesso un presente, come sempre, dedicato all’Inter. Pronta a ripartire da Thohir, Mancini, e dal quarto posto raggiunto in questa stagione fatta di alti e bassi.

Sull’incarico di vice presidente: “Per me era importante restare nella grande famiglia interista. Sono innamorato dell’Inter e spero di potermi rendere sempre utile. In questo ruolo sto imparando tantissimo, anche perché qui ci sono professionisti di grande esperienza che mi stanno aiutando. È un aspetto molto importante per il futuro del club”.

Sulla decisione di smettere: “Al termine della partita contro il Livorno, al rientro in campo dopo l’infortunio al tendine d’Achille, ho sentito ancora una volta l’affetto incredibile dei tifosi e lì, per la prima volta, ho pensato di poter smettere, perché volevo chiudere la carriera in campo, da protagonista. Il corpo rispondeva ancora e le motivazioni c’erano, ma prima di tutto viene il club e non volevo ragionare in maniera egoistica. Ho preso la decisione d’accordo con la società. L’ultima partita a San Siro, contro la Lazio, rimarrà per sempre nel mio cuore”.

Gli obiettivi dell’Inter: “Siamo arrivati quarti, ma avremmo potuto fare qualcosa di più. In ogni caso adesso non è il momento di lamentarsi. Stiamo attraversando un percorso, vogliamo rinforzarci e costruire qualcosa di importante. Vogliamo che il ritorno in Europa sia un punto di partenza per una scalata verso traguardi di livello. Ci è mancata continuità, fino a gennaio eravamo primi. Questo è un gruppo nuovo e si sta amalgamando. L’importante è che chiunque indossi la maglia nerazzurra capisca che giocare nell’Inter è una cosa fantastica. La nostra è una maglia storica, va onorata”.

Sugli investitori cinesi: “La possibilità di nuovi investitori dalla Cina onora la storia di questo grande club. Sono persone serie, che vogliono costruire qualcosa di importante e far diventare ancora più forte l’Inter. Moratti? Ci sarà sempre, perché fa parte di questa grande famiglia”.

Sullo scudetto del 2006: “Lo sento mio. È stato un momento triste del calcio italiano: non c’è da aggiungere altro, anche perché ogni società dopo quei fatti ha svolto il proprio percorso”.

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