Campionato Romania, muore in campo per arresto cardiaco

Pubblicato il autore: Andrea Pertile Segui
Fonte: tuttosport

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Campionato Romania choc. Nel corso del match tra Dinamo Bucarest e Vitorul Costanza, conclusosi 3-3 e giocatosi ieri sera, Patrick Ekeng, promessa del calcio camerunense, si è accasciato improvvisamente a terra per un malore, probabilmente un arresto cardiaco. Dopo essere stato trasportato d’urgenza al più vicino pronto soccorso della capitale rumena Bucarest, i medici hanno tentato di rianimarlo per circa un’ora senza riuscirci ed è stato dichiarato clinicamente morto.

Il 26enne centrocampista africano era alla Dinamo Bucarest dal Gennaio 2015, dopo aver militato nel Le Mans e nel Cordoba (seconda divisione spagnola). Nonostante non avesse giocato molto, nelle dieci presenze giocate nel Campionato Romania era riuscito a fornire prestazioni ottime, e per tale motivo, il suo entourage stava trattando il trasferimento al Malaga a partire dalla prossima stagione.

Il tragico fatto è accaduto attorno al 70′, subito dopo il suo ingresso in campo. Fonti della televisione rumena Digisport (che ha trasmesso in diretta il match) accusano i soccorsi di non essere stati troppo tempestivi: essi sono intervenuti ben 2 minuti e 47 secondi dopo la richiesta di aiuto dei calciatori in campo e dello staff medico. Peraltro, l’ambulanza era priva di strumentazioni di emergenza e defibrillatori. Un tempo troppo lungo, se si considera che un arresto cardiaco può svilupparsi anche in trenta secondi. Tutte le partite del Campionato Romania sono state sospese e rinviate a dopo il 10 maggio.

La tragedia avvenuta allo “Dynamo Stadionul” (così si chiama lo stadio del Bucarest), fa riportare alla morte del giovane Pier Mario Morosini, avvenuta durante Pescara-Livorno nel 2012: in quell’occasione, il calciatore si accasciò a terra nel cerchio di centrocampo. Nonostante i soccorsi, Morosini morì due giorni più tardi all’ospedale della città abruzzese. Stessa sorte toccò ad Antonio Puerta, difensore del Valencia, accasciatosi a terra improvvisamente nel 2007 nel corso del match contro il Getafe; dopo aver ripreso per un attimo conoscenza, fu accompagnato nel reparto di terapia intensiva del Pronto Soccorso della città andalusa, dove trovò la morte a causa di arresti cardiaci ripetuti.

Dopo il fatto accaduto a Morosini, in Italia sono stati fatti passi avanti in materia di prevenzione a malori nell’attività sportiva e non solo: ogni luogo ad alta frequentazione di persone (stadi, aeroporti, stazioni…) deve disporre di almeno un defibrillatore, e deve sempre essere presente un operatore sanitario (due nelle ore di punta) in grado di usare il dispositivo medico e di svolgere manovre di primo soccorso. Nonostante questo, però, la prevenzione non è mai abbastanza e soprattutto nello sport, chi soffre di problemi di cuore deve prestare moltissima attenzione: se non si fanno i dovuti accertamenti, il rischio infarto è sempre dietro l’angolo.

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