Canicattì Calcio e la maledizione dei rigori. Anche a Scordia la sorte gioca un brutto scherzo ai biancorossi

Pubblicato il autore: Gioacchino Moncado Segui
13240149_1338334069517305_8095863196873154483_nDopo quella di Bela Guttmann per il Benfica, quella dei sette gatti neri per il Racing di Avellaneda, in Argentina, e quella degli spiriti malvagi del St Mary’s Stadium per il Southampton da oggi una nuova maledizione può essere tristemente invocata nel calcio un po’ più di periferia. Quella dei calcio di rigore per il Canicattì Calcio. Come tre anni fa a Bagheria ( e nel recente passato già accaduto anche in altri sfortunati spareggi) sono stati ancora una volta i calci di rigore a negare al Canicattì la promozione nel campionato di Eccellenza. Tre anni fa il Rocca di Caprileone oggi il Real Avola e sempre con Giovanni Falsone in panchina. Un dejavu drammatico per gli oltre mille tifosi biancorossi presenti all’Aldo Binanti di Scordia che come il 12 maggio del 2013 a Bagheria hanno dovuto inghiottire un boccone amarissimo proprio ad un passo dall’agognato traguardo.
Una maledizione, quella dei calcio di rigore ,  che entra di diritto, nel suo piccolo, tra quelle, ovviamente più famose, che affliggono il calcio mondiale. Rievocazioni “misteriose” a parte la delusione per la seconda promozione svanita dagli undici metri in tre anni non può cancellare quanto di buono fatto dalla squadra biancorossa da quando, a Dicembre scorso, la dirigenza del Canicattì decise di correre ai ripari dopo un inizio di stagione disastroso affidando la guida della squadra ( rivoluzionandola interamente) a Giovanni Falsone. Quello di cui si è reso protagonista il Canicattì è stato un percorso da record che se fosse iniziato con qualche settimana d’anticipo avrebbe potuto, probabilmente, permettere al Canicattì di contendersi la vittoria del campionato con la Nissa. Una squadra che ha avuto anche il merito di far innamorare di se i tifosi biancorossi che sono tornati a gremire gli spalti del Carlotta Bordonaro come ai vecchi tempi e che anche domenica hanno “invaso” Scordia incitando fino, ed anche dopo, ai calci di rigore la squadra. “ Abbiamo dato tutto quello che avevamo – ha dichiarato il tecnico Giovanni Falsone – e solo la sfortuna ci ha negato il salto in Eccellenza. Nonostante abbiamo dominato per larghi tratti la gara non siamo riusciti a regalare il sogno della promozione ai meravigliosi tifosi che ci hanno seguito a Scordia. Questa squadra ha comunque conquistato il pubblico ed alla luce di come sono andate le cose se mi avessero chiesto di scegliere tra l’Eccellenza o i tifosi di Canicattì avrei ugualmente scelto questo meraviglioso pubblico che merita per il futuro tutte le soddisfazioni sportive possibili”. Un futuro quello di Falsone che invece molto probabilmente non sarà più sulla panchina del Canicattì. “ Probabilmente  – ha concluso amaramente il tecnico– dopo due finali perse ai rigori il Canicattì ha bisogno di un tecnico più fortunato”.
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