Capello a tutto tondo: Nazionale, moviola in campo e attacco agli arbitri italiani

Pubblicato il autore: Nunzio Corrasco Segui

Capello Nazionale arbitri

Fabio Capello tra Nazionale e arbitri: è questa la sintesi dell’intervento di Don Fabio nel corso del premio “Football Leader” alla carriera, ricevuto ad Amalfi. L’allenatore plurivittorioso sulle panchine di Milan, Roma, Juventus e Real Madrid, non è mai stato famoso per l’arte della diplomazia e anche in questo caso, come riferito da “La Gazzetta dello Sport“, si è lasciato andare a commenti sferzanti. A chi gli ha chiesto un parere sulla classe arbitrale italiana, il tecnico di Pieris ha risposto raccontando un aneddoto verificatosi quando sedeva sulla panchina della Roma: “In un Roma-Atalanta di qualche anno fa, parte una parola dalla panchina, l’arbitro Trentalange viene verso di me e mi caccia. Io dico ‘Guardi che non sono stato io’, poi sono stato allontanato. Ho fatto opposizione tramite la giustizia sportiva, l’arbitro è stato interpellato e ha confermato che ero stato io. Mi sono beccato un turno di squalifica e ottomila euro di multa. Perché è accaduto così? Perché voi (in riferimento all’Aia, n.d.r.) li obbligate a dire delle bugie”.

Da ormai diversi anni un’altra tematica fortemente dibattuta, sempre legata alla classe arbitrale, è quella dell’utilità o meno di introdurre la moviola in campo. Alcuni sostengono che il suo utilizzo finirebbe per snaturare il gioco del calcio, mentre altri ritengono che sia incomprensibile non fare ricorso alla tecnologia nel terzo millennio. Tra i sostenitori di questa ultima tesi c’è anche Fabio Capello, il quale interrogato sul tema, ha così risposto: “Un tecnico lavora un anno intero, poi viene punito da un errore arbitrale. Al Mondiale con l’Inghilterra sono andato a casa per un errore simile. Il calcio va sempre più veloce, però poi la tecnologia non viene applicata“. 

Sempre in aperta polemica con i fischietti italiani, Don Fabio muove un’altra critica nei confronti della gestione degli arbitri di alcuni contatti che si verificano nel nostro campionato, sollevando il problema dei troppi “simulatori” presenti in Serie A: “Vi chiedete perché in Italia ci sono tante simulazioni? Perché le premiate: un calciatore va a terra e viene premiato con un fallo a favore. Io vado in giro per il mondo, il calcio deve essere anche agonismo e in Italia stiamo perdendo questo aspetto“.

Oltre al solito tema arbitrale, un altro argomento che è sempre dibattutto in ogni casa, bar o salotto televisivo è quello relativo alla Nazionale. Dopo gli infortuni di Verratti e Marchisio, con Montolivo e Thiago Motta in dubbio per dei guai muscolari, l‘Italia di Antonio Conte si presenterà incerottata ai prossimi Europei. La squadra guidata dall’ex tecnico della Juventus non arriverà dunque al meglio alla competizione che si svolgerà in Francia, ma Don Fabio non sembra sfiduciato dalla tanta sfortuna che ha colpito gli azzurri, ed anzi indica all’attuale C.T. la strada da seguire per disputare un buon Europeo, con l’obiettivo magari di compiere quell’impresa nella quale in pochi oggi credono: “Conte dovrà trovare il meglio dai propri giocatori. Quelli della Juve trasmetteranno la loro mentalità vincente e se l’Italia dovesse battere il Belgio, avversario più ostico, allora riuscirà ad avere la strada spianata“.

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