Caro Luca ti scrivo, così mi distraggo un pò (con mille scuse a Dalla)

Pubblicato il autore: massimiliano granato Segui

Grande Luca, ma non potevi proprio aspettare? Adesso mi tocca scriverti…mi passerà?
toni
Ciao Luca.
Mi permetto di darti del tu perché abbiamo due mesi di differenza. E scusa se per parlarti ho aspettato il tuo ritiro dalle scene, che avverrà domenica 8 maggio. Non che tu possa sapere di questa differenza di età: passaci sopra se puoi: con i grandi il lei o il tu ha differenze labili. Da dove cominciare? E’ dura..ma ci proviamo: mettiti comodo, perchè non sarà propriamente breve. Ricordo quando in un programma televisivo, il giornalista Stefano Edel fece il tuo nome nell’indicare i grandi bomber del campionato cadetto: mi indignai un pò perché egli fece il tuo nome e non quello di Riganò, che stava aiutando la Fiorentina a tornare fra i grandi. Non perché ce l’avessi con te, chiaro, ma nominare te senza nominare neanche dopo un cecchino come l’ex muratore di Taranto, beh, non mi sembrava corretto. Ti chiedo scusa ma parzialmente mi assolvo: e chi lo avrebbe detto che saresti un giorno venuto a Firenze? Io sicuramente no. Mi incuriosiva la maglia numero 30 e quando dissi alla mia morosa milanista (ma che ne capiva lei?) che la Fiorentina avrebbe preso Toni lei mi disse: ” hanno anche preso Bepi e Menego?”(Giuseppe e Domenico,ndr). Non mi fece ridere ma quando, dopo pochi mesi, con lei finì, mentre di mattina presto percorrevo il tragitto che mi separava da casa a lavoro, per tirarmi su, ruotavo la mano destra attorno all’orecchio, come amavi fare tu. Certo, sbagliavo anche mano ma pazienza: cosa non si fa per tirarsi su?? Poi arrivò l’ultima in casa di campionato, in quel bel torneo 2005-2006, che sarebbe stato rovinato da Calciopoli: Fiorentina-Reggina 5-2  al Franchi..ma con chi? Con una donna: nome uguale, persona diversa. E quella maglia, non originale certo..ma chi stabilisce il vero fascino di una maglia? Ed è bello così…indossata, vissuta, amata..sempre ruotando quella benedetta mano. Ti ho voluto talmente bene da prendere una maglietta bianca qualsiasi, prendere una foto tramite Google dove indossi la maglia azzurra, con annessa mano che ruota attorno all’orecchio, of course, stamparla e farla mettere sulla maglietta. E ai mondiali qualcuno mi canzonava: ” Toni non segna “…e io ricordo come se fosse ieri al bar dei cinesi: Italia-Ucraina, seconda sala, tavolo a sinistra: segna Toni e io, con la maglia vicino, quasi a cadere dallo sgabello per correre lungo il corridoio, a ruotare la mano..per ben due volte. Il sogno si avvera: un viola diventa campione del Mondo. Ho pianto con te quella Champions tolta, ma ero più che mai deciso a farti restare: resta con noi e ruota la mano. Poi il divorzio:” e dov’è quello alto? “. E’ emigrato in Germania, a provare a vincere la Bundes Liga. Per fortuna il destino decise che per il momento non avresti indossato una maglia di una squadra italiana che non fosse quella viola. Poi il ritorno, con tante maglie, ma forse mai nessuna vissuta: avventure sbocconcellate, quasi da comparsa: Roma qualcosa, Genoa qualcosina, Juve tanto poco. Nel 2013 ero nella mia stanza e stavo facendo qualche giro in rete quando scoppiò una bomba: ” Toni torna a Firenze “. Ma possibile? Eppure non era il primo di aprile. Pochi secondi di gioco: Fiorentina-Catania 2-0: si dirà, un gol facile facile..ma cosa conta? Vai, mano a ruotare vicino all’orecchio. Toni finito? Ma quando mai? Gol in elevazione addirittura, quasi come un venticinquenne. Il tempo si è fermato: ma la Nazionale? Nulla, nonostante ci sia Prandelli. Adesso un bel contratto, no? Invece un altro sogno che svanisce. Le strade si separano. Toni, tu, con quel sorriso, vuoi giocare, divertirti..hai solo 36 anni, chi te lo vieta? I signori viola ti propongono una panchina: ” vai dagli allievi, vedrai.” ma tu Luca, vuoi ancora divertirti sui campi: hai ragione. Il destino ancora una volta ci mette lo zampino: vai a Verona, da amici nostri, quindi. Luca, giochi vicino a casa mia…e arriva il fatidico momento in cui ti vedo da lontano, sempre elegante. ” Foto insieme? “. Accetta: io sono bloccato: ho paura di te, temo tu non abbia pazienza di aspettare. Adesso però decidi di andartene. E io che faccio? Lo so, non puoi consolarmi: hai corso tanto e sei anche stufo: vuoi dedicarti alla famiglia. Mi piacerebbe ci ripensassi, però in riva all’Arno: accidenti, quanto sono sognatore. Però almeno una cosa: virtualmente ci sei: tu mi dirai che non è esattamente la stessa cosa: la persona con un giocatore da Pc o da Playstation..ma almeno lì ci sei e ci sarai sempre. Ricordati che per te sono arrivato persino a comprare una maglia dell’Hellas Verona, facendomi persino mettere quel 9 che ti slancia si, ma vuoi mettere il caro vecchio 30?
Adesso però ti devo lasciare: dicendoti grazie sarebbe pleonastico, accetta almeno una lacrimuccia senza proferire parola. Un abbraccio.

MASSIMILIANO GRANATO

  •   
  •  
  •  
  •