Cessione del Milan: la fine dell’era Berlusconi

Pubblicato il autore: Collu Luca Segui

Berlusconi è vicino all’accordo con la cordata cinese per la cessione del Milan

Berlusconi cessione del Milan

Il presidente Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi ha annunciato ufficialmente di voler cedere il suo club.
La cessione del Milan arriva nel periodo più nero che i rossoneri abbiano vissuto nella sua gestione.
Una scelta di cuore, oltre che economica, quella del presidente milanista.
La storia d’amore tra il club e l’imprenditore milanese nacque trent’anni fa, esattamente il 20 Febbraio 1986, quando prelevò una società sommersa dai debiti, portandola al successo sia in Italia che in Europa.
Sono esattamente 29 trofei quelli vinti dai rossoneri nell’era del presidente Berlusconi, di cui ben 13 internazionali:
8 scudetti, 1 Supercoppa italiana, 1 Coppa Italia, 5 Champions League (sulle 7 totali), 5 Supercoppa uefa,2 Coppe Intercontinentali e 1 Campionato del mondo per club.
Un palmares che pochi presidenti possono vantare.
Ma gli ultimi anni fallimentari hanno spinto il presidente a prendere una decisione difficile, la cessione del Milan.
Infatti Berlusconi ha dichiarato di non avere più le capacità di investire sul mercato, come le altre grandi squadre d’Europa.
La sofferenza che prova nel vedere il club, che ha amato, ama e ha fatto crescere, andare verso un radicale declino, lo ha spinto alla cessione del Milan.
I tifosi hanno accolto positivamente questa scelta, non tanto in segno di irriconoscenza verso Berlusconi, ma perché ormai stanchi di vedere la propria squadra non essere più ai livelli che merita.
Sono tanti i meriti che, però, vanno riconosciuti al presidente del Milan.
Ha regalato al calcio italiano la possibilità di vedere tantissimi campioni e ha il merito di aver fatto avvicinare innumerevoli tifosi al mondo del calcio.
Ha fatto provare ai tifosi milanisti tantissime gioie, e chiunque avesse provato ad immaginare la storia più bella possibile di questa società, prima del suo arrivo, non l’avrebbe potuta pensarla così trionfante.
Non esiste, infatti, termine più corretto  per descrivere la storia che ha scritto con il “suo Milan”.
I tifosi non possono fare nient’altro che ringraziare colui che ha trasformato i loro desideri in realtà, nonostante gli ultimi anni, poiché il suo grandissimo operato si può solo lodare .
Le sue scelte, che si possono definire geniali, hanno portato giocatori del calibro di:
Van Basten – vincitore di 3 Palloni d’Oro, 1 Scarpa d’Oro, 2 Coppe dei Campioni e 4 Scudetti;
Shevchenko – Pallone d’Oro nel 2004, 1 Scudetto e 1 Champions League, secondo miglior marcatore nella storia del Milan;
Savicevic  – 3 Scudetti e 2 Coppe dei Campioni in rossonero, una della quali vinte con un gol memorabile nella finale vinta 4-0 sul Barcellona;
Ricardo Kakà – Pallone d’Oro nel 2007, 1 Scudetto e 1 Champions League in rossonero;
– George Weah – Pallone d’Oro nel 1995, 2 Scudetti in rossonero.
Anche le scelte degli allenatori si sono rivelate azzeccate durante l’era trionfante del Milan, basta pensare ai grandi esperti di calcio che si sono seduti nella panchina milanista: Arrigo Sacchi, Fabio Capello, Carlo Ancelotti.
La colpa della caduta del Milan è causata anche dallo stravolgimento calcistico avvenuto in questi anni, con l’arrivo dei magnati che hanno alzato i prezzi dei cartellini e degli ingaggi dei giocatori alle stelle, stravolgendo il calciomercato.
A metà giugno dovrebbe essere ufficializzata la cessione alla cordata cinese, che guiderà la società rossonera nei prossimi anni.
La cessione del Milan darà fine ad una delle storie più belle del mondo del calcio, e inizierà un nuovo ciclo per i rossoneri che ci auguriamo potrà essere altrettanto vincente.

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