Champions conferenza di Simeone: la teoria “cholocentrica” del tutto

Pubblicato il autore: Domenico Margiotta Segui

simeone


Conferenza di Simeone. Diego Simeone non risulta essere uomo restio davanti i giornalisti, scaramantico fino all’osso, non pensa alla finale di due anni fa. Il suo unico pensiero va su Casemiro: “Lui è il giocatore più importante del Real Madrid”. Le sensazioni che percorrono il corpo del guerriero sono già passate al vaglio della ragione, per farsi pensiero lucido e continuo: “Sarà una gara tesa ed equilibrata. Almeno per i primi minuti. Chi domina la prima parte della gara a centrocampo, potrà prevalere”. L’atteggiamento del Cholo è sempre lo stesso: “Con la volontà di fare male. Il nostro atteggiamento rispetto al passato non cambierà e nemmeno il Real. La presenza di Casemiro rende loro più pericolosi in contropiede. Cercheremo di essere il più pericolosi possibile”. Il tecnico del Madrid sponda Atletico parla poi della situazione della sua squadra: “La continuità nel successo della squadra è importante, siamo diventati una delle migliori squadre d’Europa. Abbiamo stabilità, equilibrio e un grande lavoro. Sono il leader di questa squadra”. Il pensiero va sempre a quel giocatore: “Zidane ha svolto un importantissimo lavoro e un rilancio doveroso per Casemiro. Lui gli ha cambiato la squadra. Se è il giocatore più importante? Si, per l’equilibrio non c’è dubbio”.

La strada dell’Atletico Madrid in questi ultimi anni è stata segnata da grosse vittorie e soddisfazioni per tutto l’ambiente madrileno e non solo, ma anche da delusioni cocenti pronte per essere dimenticate: “Se credevo potessimo tornare in finale? Si, ci ho sempre creduto. Chi è tenace, ce la fa”. Poi il pensiero va al cammino fatto in questa edizione della Champions League e le squadre affrontate ed eliminate: “Barcellona e Bayern Monaco sono tra le squadre migliori al mondo, con il Real Madrid”. Infine, l’ultimo sussulto del pensiero prima di resettarlo e pensare alla gara di domani va alla finale di Lisbona di due anni fa: “Giocare la finale è sempre un sogno, quando ci arrivi bisogna lavorare e trarre il meglio dal gruppo. Abbiamo cambiato i giocatori, ma non il nostro modo di giocare e i nostri valori”. Il “cholismo” predicato come nuovo credo calcistico, il lavoro ossessionante e ripetitivo, i meccanismi oliati fino all’inverosimile e lui, sempre lui, al centro di tutto, Simeone, la teoria “cholocentrica” del tutto.

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