Champions, dal 2018 cambierà tutto

Pubblicato il autore: giuseppe spampinato Segui

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Una formula che raramente è stata toccata quella della Champions. Qualcosa si era mosso nella stagione 2002-2003, edizione poi vinta dal Milan in finale contro la Juventus, quando era stata organizzata una doppia fase a gironi, con partite da giocare ogni settimana invece che ogni quindici giorni. La formula non funzionò, il pubblico mostrò di gradire “l’abbuffata” di Champions ma gli atleti avevano delle difficoltà a causa dei continui spostamenti in giro per l’Europa e le poche sessioni di allenamento in proporzione alle partite giocate.
Dopo quella stagione i soli cambiamenti hanno riguardato le fasi preliminari. Qui ci sono stati numerosi avvicendamenti per stabilire il giusto numero dei partecipanti alla competizione per ogni nazione. In parte anche la nuova formula della UEFA Europa League ha “accontentato” molte illustri escluse, dando a tutti spazio nella vetrina europea.
Ma l’ipotesi di cambiamento di cui si discute in questi giorni riguarda una riforma che cambierebbe in toto la formula di svolgimento della Champions.  Si parla di una Superlega a 32 squadre, una sorta di campionato europeo, con classifiche e assegnazione dei punteggi uguale a quella che riguarda i campionati nazionali. Le partite si svolgerebbero di Sabato, per agevolare i mercati asiatici nella trasmissione delle dirette e, ovviamente, per una maggiore audience e quindi maggiori introiti economici.
I maggiori vertici UEFA ne hanno discusso in questi giorni a Milano, dove sabato 28 maggio si è svolta la finale di questa edizione della Champions, vinta dal Real Madrid contro i cugini dell’Atletico.
Il cambiamento è sicuramente radicale e tutti i dettagli vanno discussi nei minimi particolari. Questo ovviamente richiede tempo e, se mai la riforma dovesse passare, la prima stagione a “beneficiarne” sarebbe quella 2018-2019. Nei prossimi due anni, infatti, i gironi a 4 squadre che sanciscono ormai da tempo la formula della Champions, non verranno toccati. Non ci saranno variazioni dunque, anche perchè ci sono da stabilire diversi fattori, primo fra tutti l’incidenza sui campionati nazionali. Si pensa a un recupero durante la settimana per le squadre che avranno disputato di sabato le sfide Europee, ma è ancora tutto da decifrare.
Difficile pensare comunque a una tale ipotesi di svolgimento, sopratutto se a partecipare alla Champions saranno solo le squadre dei campionati Europei più importanti. In questo modo slitterebbero troppo le partite del calendario di ogni campionato e si rischierebbe di doverle recuperare a stagione finita.
Intanto la commissione UEFA si riunirà a Nyon il 14 settembre per l’elezione del nuovo presidente che prenderà il posto dello squalificato Platini. In tale sede si potrà di nuovo discutere di questo cambiamento. Probabile anche che il nuovo eletto non approvi la Superlega.
Negli ultimi anni la Champions ha suscitato l’interesse di tutto il mondo, non c’è da stupirsi quindi se si valuti una nuova formula. Il problema principale sembra essere proprio nelle partite infrasettimanali, a causa del fuso orario, infatti, Asia e America non possono beneficiare dello spettacolo, per questo si starebbe pensando al sabato e alla domenica come possibili alternative. Lo dicono anche i numeri: La finale di Champions League è stata vista da quasi 200 milioni di persone e questo proprio perchè si è svolta di sabato.

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