Champions finale spagnola a Milano: tra cordate cinesi e la crisi delle milanesi

Pubblicato il autore: Domenico Margiotta Segui

duomo milano


Una città che si muove, respira e parla di calcio, questa è l’atmosfera che si vive in questi giorni a Milano, dato che ospiterà la finale della Champions League domani sera. Nel momento più basso del calcio milanese, arriva una coppa scintillante a porre ulteriori interrogativi al nostro calcio, e a quello delle due milanesi in particolare. Non è solo una questione di “crisi economica”, basta vedere il cammino fatto dall’Atletico Madrid che, senza nulla togliere agli uomini che hanno reso reale l’impresa, ha le dimensioni della Roma o del Napoli. Il calcio spagnolo non solo vince e convince, ma riesce a piazzare 5/6 squadre in tutte le categorie europee. In Italia al momento abbiamo una sola squadra con ambizioni europee, la Juventus, mentre le altre hanno ancora da recuperare un certo gap. In un impianto considerato dall’UEFA a cinque stelle, in una città trasformata per l’occasione in una grande passerella della finale (vedi gli eventi organizzati soprattutto in piazza Duomo, nel Castello Sforzesco, in via Mercanti e via Dante), i due gloriosi club della città hanno poco da che festeggiare: con un Berlusconi sempre più convinto a lasciare la mano a una cordata cinese, e un Thohir che ha già preso il club nerazzurro da Moratti e ne sta per cedere un pezzo ad altri cinesi.

La Cina è davvero molto vicina in un calcio che è diventato la nuova corsa all’oro, ma gli asiatici sono arrivati secondi, dopo i russi, gli americani e gli sceicchi arabi. Non è solo una questione economica: se i club spagnoli vincessero solo per i soldi spesi, allora anche i club della Premier inglese dovrebbero vincere di conseguenza, e lo stesso vale anche per il Psg in campo internazionale. Inter e Milan non sono due club poveri, ma società che negli ultimi anni hanno speso tanto e tanto male, gestito male le squadre, fatto campagne acquisti poco ragionate, e per ultimo un andirivieni di allenatori senza sosta. Gli investitori cinesi hanno dalla loro la tanto agognata disponibilità economica, ma per questo non danno alcuna garanzia di successo. Il problema riguarda la gestione del club fatta da uomini competenti: perdere perché non si hanno i soldi è normale, se invece investi tanto e non cavi comunque un ragno dal buco fai una penosa figura. Per fortuna nel calcio non si può comprare tutto.

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