Claudio Nassi: “L’organizzazione nel mondo del calcio può fare la differenza”

Pubblicato il autore: Masi Vittorio Segui

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Interessante intervista a Claudio Nassi, riportata su “Tuttomercatoweb”. Noto soprattutto per essere stato il primo direttore sportivo dell’era di Paolo Mantovani alla Sampdoria, dal 1977 al 1982, ha rilasciato dichiarazioni su cui è molto interessante soffermarsi.
Non ho mai capito come facciano alcune grandi società a partecipare ai campionati, a vincerli spesso e riproporsi. Parlo di quelle dove se uno va con i soldi in mano vendono anche i pali delle porte. Mi vengono in mente i grandi clubs del Sudamerica che hanno vinto più volte la Coppa Intercontinentale come il Boca Juniors o il Penarol, con tre successi a testa, ma non dimentico le quattro vittorie delle brasiliane con Corinthians, due, San Paolo e Internacional, quando dal 2005 la Coppa ha cambiato denominazione in Campionato Mondiale per società. Non mi fermo qui, perché, anche nella Vecchia Europa, società di vertice come Porto, Ajax, PSV e Shakhtar Donetsk si comportano nello stesso modo. Ogni cosa ha un prezzo e se la cifra è congrua non ci pensano due volte. E l’anno dopo chi le incontra dovrà sudare le proverbiali sette camicie per batterli. Mi sembra fin troppo facile aggiungere che a gestire questi clubs ci sono uomini che capiscono calcio e hanno organizzato la società come un’azienda modello, perché niente va lasciato al caso, tanto meno se si vogliono raggiungere risultati economici e tecnici. Anche nel Belpaese alcuni dimostrano di non essere sprovveduti, ma l’elenco non si discosta dai soliti noti: Udinese, Atalanta, Chievo, Empoli, a cui si è aggiunto il Sassuolo, grazie a un proprietario, Squinzi, che, con la Mapei, aveva già vinto tutto nel ciclismo. Quando certa stampa consiglia ai nostri clubs più importanti di non cedere un big, mi chiedo perché! L’importante è avere i conti a posto, per cui non debbono esistere incedibili. Alex Ferguson per 90 milioni e passa lasciò Cristiano Ronaldo al Real Madrid, come il Tottenham per 100 Bale. Neymar al Barcellona credo abbia una clausola rescissoria di 220 milioni; se non vado errato anche Messi, con qualche decina di milioni in più. Suarez è costato 80 milioni, Higuain si può acquistare per 94. L’importante sarà avere le idee chiare per confezionare una squadra competitiva con i sostituti, grazie a una perfetta conoscenza di quel che offre il mercato nazionale e internazionale, oltre a produrre in casa giovani di talento. Se penso all’Atletico Madrid di Simeone ho la conferma. Cede Radamel Falcao, Diego Costa, Arda Turan, Miranda e compagnia, sempre a prezzi di affezione, e continua ad essere ai vertici a tutti i livelli. E’ evidente che il tecnico e il D.S. Caminero sono bravi. Se il Leicester vince la Premier League con tanti sconosciuti, quando l’obiettivo era la salvezza, è un’ulteriore conferma. Da noi, invece, ci si strappa i capelli perché la serie A perderà 420 gol con il ritiro del 39enne Toni, che ne conta 153, del 38enne Klose e i suoi 54 e con i 209 del 39enne Di Natale”.

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