Cristiano Ronaldo: nella finale di Champions non brilla ma risulta decisivo. Sarà Pallone d’oro?

Pubblicato il autore: Andrea Bellini Segui

Cristiano Ronaldo

La sera di sabato scorso, 28 maggio, è andata in scena la finale di Champions League, con il Real Madrid che ha conquistato l’undicesima Champions League ai danni dei rivali cittadini dell’Atletico, nel remake della finale del 2014: la banda di Diego Simeone sperava nella rivincita, ma alla fine gli sforzi si sono rivelati vani, con i Blancos che hanno trionfato ai rigori, con il gol decisivo messo a segno da Cristiano Ronaldo, lo stesso che, proprio due anni fa, mise il sigillo finale nel 4-1 ai danni dell’Atletico, sempre su rigore.

La partita di Cristiano Ronaldo

Ed era proprio lui, CR7, uno degli uomini più attesi, da cui ci si aspettava una prestazione da fenomeno qual’è. Eppure, qualcosa l’altra sera non è andato come previsto: l’asso portoghese, infatti, non è mai entrato nel vivo delle azioni madridiste, e, quando questo succedeva, gli errori erano molti, cosa insolita per lui. Molti hanno collegato la sua scialba prestazione all’infortunio che nei giorni scorsi aveva messo in apprensione tutto il mondo madridista, in attesa della finale. Alla fine il portoghese ha recuperato, ma, anche durante la partita, ha manifestato dei problemi ad un polpaccio. Se a questi problemi fisici, si aggiungono alcuni errori, tra cui uno sottoporta a tu per tu con Oblak poco prima del pareggio dei Colchoneros, la valutazione finale per CR7 non può che essere negativa.

Basterà per il Pallone d’Oro?

A questo punto, la domanda che tutti si fanno: basterà tutto questo a Cristiano Ronaldo per vincere quello che sarebbe il suo quarto Pallone d’Oro? A onor del vero, è giusto sottolineare come non si possa giudicare un giocatore da una singole partita, dato che, proprio quest’anno, il portoghese ha siglato il nuovo record di gol in Champions, arrivando a quota 16: basti pensare che il secondo marcatore, Lewandowski del Bayern Monaco, si è fermato a 9. D’altra parte, si può giustamente obiettare che un campione come Cristiano Ronaldo deve necessariamente risultare decisivo nelle partite importanti; e, in effetti, questo non è avvenuto né sabato sera né nella finale del 2014, dove Cristiano segnò, ma il gol del 4-1 quindi a giochi già decisi, e su rigore, come già detto.

I suoi possibili avversari

Detto di Cristiano Ronaldo, ora rimane da chiederci chi potrebbero essere i suoi avversari. I nomi più gettonati sono quelli del rivale storico Lionel Messi e dei suoi compagni di squadra, Neymar e Suarez; a questi si va ad aggiungere una sorpresa, ovvero il francese Antoine Griezmann, che risulta essere in qualche modo il simbolo della favola dell’Atletico Madrid. Per la verità, quest’ultimo risulta partire leggermente svantaggiato, in quanto, alla fine, non ha vinto nessun trofeo. Un passo avanti troviamo, appunto, il rivale storico di CR7, ovvero Messi, forte del “doblete”, ovvero la coppia Liga più Coppa di Spagna conquistata con il suo Barcellona. Lo stesso Messi, però, sembra partire svantaggiato nei confronti del suo stesso compagno di squadra, ovvero Luis Suarez, che, oltre ai due trofei di squadra, si è aggiudicato la Scarpa d’Oro, ovvero il premio assegnato annualmente all’attaccante più prolifico dei maggiori campionati europei: l’uruguayano, infatti, ha segnato la cifra incredibile di 40 gol nella Liga, e appare, al momento, il rivale più serio e accreditato di Cristiano Ronaldo.

Fondamentali le coppe estive
Questo è il quadro attuale, ma bisogna tenere conto delle maggiori competizioni calcistiche che si terranno in questi mesi, ovvero gli Europei e la Copa America: nel caso della prima competizione, si dovrà valutare l’impatto che avrà CR7 nei risultati che otterrà con il suo Portogallo, di cui è leader tecnico e non solo, e, allo stesso modo, si dovranno tenere d’occhio le prestazioni di Griezmann, che ha una grande chance da sfruttare per mettersi in mostra, ovvero l’assenza dell’attaccante del Real Madrid Karim Benzema. Lo stesso discorso vale per Messi e Suarez, impegnati rispettivamente con Argentina e Uruguay nella competizione che si disputerà nel vecchio continente. Tutti i discorsi sono da rimandare ai prossimi mesi, quindi: a noi non resta che goderci lo spettacolo delle due competizioni, e, chissà, tra qualche settimana potremmo capire chi potrà ambire realmente al “FIFA World Player of the Year”, meglio noto come Pallone d’Oro.

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