CSKA campione di Coppa, il ritorno dei “soldati” di Sofia

Pubblicato il autore: Andrea Angelini Segui

CSKA campione di Coppa di Bulgaria. Una fenice che risorge dalle sue ceneri e infiamma il suo popolo per una notte conquistando la ventesima Coppa nazionale della sua storia contro il Montana, dopo un digiuno di trofei che perdurava dal 2011 e sembrava non avere fine dopo il fallimento societario del Dicembre 2014 decretato dal Tribunale di Sofia per insolvenza del club con il fisco bulgaro (un debito di circa 6 milioni di euro accumulato da avvicendamenti e torbide gestioni societarie), la non concessione della licenza professionistica e la discesa negli inferi dei dilettanti nella terza serie bulgara all’inizio di questa stagione.
Il club di Sofia è il più titolato dell’intera nazione balcanica, con una tradizione internazionale che lo ha condotto due volte nelle semifinali di Coppa dei Campioni e una volta in quella di Coppa delle Coppe.
E’ la squadra dove ha giocato dal 1984 al 1990 il calciatore bulgaro più famoso di tutti i tempi, il pallone d’oro Hristo Stoichkov, il quale, talmente attaccato ai colori e alle sorti dei “soldati” di Sofia, fu tra i coinvolti nella mega rissa della finale di ritorno della Coppa di Bulgaria del 1985 tra Levski e Cska, l’eterno derby di Sofia, che portò nientedimeno il partito comunista bulgaro dell’epoca a sciogliere le due società calcistiche.

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Dopo aver dominato il campionato di terza serie, l’attuale proprietario del club Grisha Ganchev, uomo d’affari e petroliere già proprietario del club bulgaro del Litex Lovech, finito al centro delle cronache per l’esclusione dal campionato a seguito di una clamorosa protesta messa in atto durante la partita di campionato contro il Levski Sofia, accusato di avere copiosi aiuti arbitrali, ha chiesto e ottenuto un incontro con il primo ministro del paese, Boiko Borisov.
Il ministro gli avrebbe garantito, stando a quanto riportato da un comunicato della società, il ritorno dei “soldati” di Sofia nella massima serie del campionato bulgaro a partire dalla prossima stagione, con un provvedimento urgente volto a trovare una soluzione alla crisi finanziaria e garantire al club un futuro degno del suo blasone.

Ma torniamo alla serata trionfale del Vasil Levski Stadion con il CSKA campione di Coppa, il ritorno dei “soldati” in Europa League, UEFA permettendo, e il delirio dei suoi tifosi per un titolo che sarà ricordato a lungo dopo le tante vicissitudini e per il record di aver conquistato la coppa nazionale come club disputante la terza serie.
L’avversario era il Montana, squadra di prima divisione ma penultima in classifica, ultima se non si considera il Litex Lovech escluso dal campionato, giunto alla finalissima dopo aver superato in semifinale proprio quest’ultimo.
Il CSKA fresco campione di Coppa aveva invece disputato in semifinale un acceso doppio confronto con il titolato Beroe di Stara Zagora, piazzatosi terzo nel campionato di massima serie, e battuto in entrambe le partite per due reti a zero.
La finale, disputata nell’impianto più capiente del Paese balcanico davanti a 35.000 spettatori, lo stadio degli eterni rivali del Levski, è stata decisa al 12° minuto da un goal di rapina del centrocampista Stanislav Malamov a seguito di un calcio d’angolo.

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Il CSKA Sofia ha avuto varie occasioni per il raddoppio, colpendo anche un palo nella ripresa, ma ha rischiato di essere raggiunto al 75° quando è stato annullato un goal al Montana per fuorigioco.
Poco dopo l’allenatore del Montana è stato espulso per proteste e i tentativi della sua squadra, che disputava la prima finale della sua storia, di raggiungere il pareggio per giocarsi i supplementari sono stati vani.
Fischio finale e tripudio rosso in campo, sugli spalti e per le maestose vie di Sofia.
CSKA campione di coppa per la ventesima volta, per una notte i debiti sono solo un cumulo di ceneri da cui è risorta la Fenice.

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