Europa League, Siviglia-Liverpool: coreografie e tifo (video)

Pubblicato il autore: Simone Meloni Segui

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Volendo semplificare il tutto in una mera disputa marina, potremmo dire che quella tra Siviglia e Liverpool è la sfida tra il Mediterraneo e il Mar del Nord. Pure se nella città andalusa del mare non v’è traccia e pure se in quella britannica spesso a spiccare sono altri fattori d’identità (saremmo sin troppo ridondanti nel citare i Beatles, pertanto lasciamo al lettore l’immaginazione di altri fattori in grado do identificare l’importante centro urbano posto nel nord dell’Inghilterra).

Sicuramente quella tra Siviglia e Liverpool rappresenta una sfida con due modi diversi d’intendere il tifo, ma che hanno comunque un minimo comune denominatore: la passione. Da un lato quella prettamente d’oltremanica dei Reds, seppur contraddistinta da un tifo che spesso fa utilizzo di strumenti comuni al modello mediterraneo (torce, fumogeni e bandieroni), dall’altra quella dei supporter del Siviglia: calda, appassionata e continua. In pieno rispetto di quello stile italiano a cui tante tifoserie europee fanno riferimento.

Se ad inizio gara su sponda spagnola fa la propria comparsa una vistosa coreografia, dall’altra parte sono i canti a tener banco. Il St.Jakob Park non è certo stadio abituato agli educandi, al contrario di quanto si pensi. L’impianto elvetico è la casa di una delle tifoserie più calorose del Paese, quella del Basilea. Salita spesso alla ribalta delle cronache per il suo tifo incessante e per le sue trasferte di massa.

Nei video abbiamo ripreso l’ingresso in campo delle squadre con il saluto di ambo le tifoserie. Va ricordato che, al contrario di quanto accade in italia, stasera a Basilea è consentito esporre striscioni, portare tamburi e megafoni senza nessuna autorizzazione. Questo a dimostrazione di quanto la parola “sicurezza” venga usata a sproposito e sia foriera di bugie usate per spostare opinioni e avallare folli decisioni in fatto di ordine pubblico.

Il fatto, poi, che coreografie, anche pirotecniche, vengano spesso incensate anche nei nostri confini nazionali, dimostra tutta l’ipocrisia che regge un sistema poggiato sulla cartapesta e che, appena visto dal di fuori, mostra tutta la sua poca consistenza e la sua inesistenza ragione di esistere. Se i tifosi venissero posto da chi si occupa di organizzare determinate competizioni, sicuramente avremmo un “”prodotto” più genuino e divertente.

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