Finale di Champions senza sigarette: San Siro sarà no smoking

Pubblicato il autore: Alessandro Ricci Segui

tabacchi
Ebbene sì, San Siro sarà no smoking durante la finale di Champions League tra Atletico e Real Madrid: a deciderlo è stata la Uefa e sugli spalti del mitico stadio milanese sarà vietato fumare, almeno per la finalissima. Sono lontani i tempi in cui Zeman finiva due pacchetti di sigarette in panchina, ora è possibile che l’Italia segua il resto d’Europa, perché saranno le due società milanesi a decidere se continuare con il divieto, magari creando uno spazio opportuno per fumarsi una sigaretta. Il massimo organismo del calcio europeo ha sottoscritto, difatti, la linea della Healthy Stadia, la rete che promuove il concetto di salute negli stadi, compreso il bando delle sigarette. Non ci saranno sanzioni, ma cartelli con il divieto esplicito – alcuni sono già montati fuori dallo stadio – e il controllo da parte degli steward che inviteranno chi fuma a spegnere subito la sigaretta.
Allenatori, giocatori e dirigenti, e, come no, i tifosi hanno sempre fumato, alcuni di loro ovviamente non tutti, e ognuno è libero di scegliere come meglio crede, ma non ci sono più dubbi che il fumo fa male, che è un vizio, e come tale è contrario alla vita e allo sport. Abbiamo fumato per tanto tempo, noi che scriviamo, provando e testimoniando ora anche il piacere che si prova, ma, almeno per noi, è un piacere maligno, che inganna e rende dipendenti. Non smorza la tensione, anche di una finale, ma l’aumenta con l’esigenza di fumare una sigaretta dietro l’altra. Fumare è cancerogeno, toglie fiato, e crea dipendenza fisica e psicologica. Ma capiamo bene chi ancora lo considera un piacere, e non vogliamo certo demonizzarlo, ma c’è da dire che l’idea di rendere gli stadi no smoking è ottima, per la salute generale, per dare l’esempio ai più giovani, che avranno ancora di più la possibilità di non iniziare a fumare. E di pensare a giocare. Vediamo come reagirà San Siro e speriamo che si possa realizzare in tutta Italia questa bella e sana iniziativa. Liberi tutti assolutamente, ma nel rispetto degli altri, della vita, e dei valori dello sport.
Negli Stati Uniti il divieto è regola fissa, la Fifa già l’aveva introdotto ai Mondiali del Brasile di due anni fa e la Uefa l’ha confermato anche in tutte le prossime finali di Coppa e pure ai prossimi Europei in Francia, quest’estate. Il provvedimento è anche attivo già in molti campi europei. Al Campo Nou a Barcellona non si può fumare dal 4 gennaio 2012, l’andata degli ottavi di finale della Coppa del Re tra i blaugrana e l’Osasuna è stata la prima partita smoke free dall’inaugurazione dello stadio, nel 1957. La misura era stata approvata dall’assemblea dei soci del club: i trasgressori vengono invitati dagli addetti alla sicurezza a spegnere la sigaretta, pena l’espulsione dallo stadio e una denuncia alla commissione disciplinare del club. In Inghilterra sono vietate anche le sigarette elettroniche, per le quali un tifoso del Leicester ha dovuto saltare la festa scudetto per essere stato beccato la giornata precedente con una di esse.
Cerchiamo di unire la creatività italiana con la disciplina inglese e, secondo noi, raggiungeremo dei risultati. Senza festeggiarli con un cicchino, ma felici già di averli raggiunti.

  •   
  •  
  •  
  •