Finale di Champions League 2016: Atletico Madrid v. Real Madrid 4-6 (dcr)

Pubblicato il autore: andrea nervuti Segui

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Esattamente come successe due  anni fa, anche  la Finale di Champions League 2016 sarà decisa dal battibecco tutto condominiale fra le due super  potenze madrilene.

Ci ricordiamo tutti  come finì 24 mesi or sono. Con  quella zuccata a tempo scaduto di Sergio Ramos che pareggiò l’iniziale vantaggio firmato dall’uruguagio Godin, portando le squadre ai supplementari.  Con la carica madridista che fu talmente  veemente, che negli extra time l’undici di Carlo Ancelotti ruppe gli argini infilando senza pietà altre tre banderillas nel toro Rojiblancos. Prima Bale poi  Marcelo  ed infine il rigore di Cristiano Ronaldo, inchiodarono oltre i limiti del legittimo la carcassa biancorossa.

La coppa dalle grandi orecchie volò così dallo stadio Luiz di Lisbona, direttamente nella bacheca del Santiago Bernabeu, andando ad infoltire il leggendario palmares iberico.

La sera stessa la capitale spagnola si spezzò inevitabilmente in due: la festa Bianca da un lato, l’inenarrabile delusione Colchoneros dall’altro.

A volte però, il calcio regala una seconda opportunità e nella notte di Milano c’è chi sogna il riscatto.

A scaldare la lunga vigilia ci ha pensato lo sfrontato gallese Gareth Bale, con una dichiarazione leggermente fuori dalle righe” nessun calciatore dell’Atletico potrebbe fare il titolare da noi”.

Ha risposto con grande ironia il Cholo: “ giocheremo in undici nella loro area”, salvo poi tornare serio e precisare che “cambiare ogni anni giocatori senza cambiare filosofia è il nostro maggior merito. E se insiti alla fine gli obbiettivi si realizzano”.

Sul campo non ci dovrebbero esser sorprese dell’ultim’ora con Zidane che si affida al classico 4-3-3, formato da Carvajal, Pepe, Ramos e Marcelo davanti a Navas. centrocampo a tre composto da Kroos e Modric ai lati di Casemiro e la consolidata BBC (Bale –Benzema –Cristiano) davanti.

La replica di Simeone è tutta in quell’inevitabile quanto vincente 4-4-2.

Davanti a Oblak si schiera la linea a quatto composta Juanfran, Savic, Godine Felipe Luis. La trincea mediana prevede Saul Niguez a destra, Koke a sinistra con in mezzo Augusto e Gabi. In attacco la velocità di Griezmann affianca la potenza di Torres.

La partita. Dopo una cerimoniale stile “super bowl”   con le voci di Alicia Kiss e di Andrea Bocelli, sul verdissimo rettangolo di gioco è nuovamente Sergio Ramos ad aprire il derby, con una zampata in sospetto fuorigioco. Al 48’ i Colchoneros avrebbero una grandissima chance, ma il rigore di Griezmann si stampa sulla traversa.

Nonostante l’occasione persa, i biancorossi non si scoraggiano e trovano il modo di pareggiare grazie al  tap–in vincente di Carrasco su cross di Juanfran all’ottantesimo. Non succede più nulla (se non qualche sceneggiata di Pepe) sino al 120, quando Clattemburg  manda tutti alla lotteria dei rigori.

Sotto gli occhi di re Felipe e  del premier Rajoy dal dischetto segnano tutti o quasi.

  • 2-1 gol di Vasquez
  • 2-2 gol di Griezmann
  • 3-2 Marcelo
  • 3-3 gol di Gabi
  • 4-3 gol di Bale
  • 4-4 gol di Saul
  • 5-4 gol di Ramos
  • 5-4 palo di Juanfran
  • 6-4 gol di Ronaldo

Finisce con CR7 che  insacca il penalty decisivo, aggiungendo l’undicesima coppa dalle grandi orecchie allo ormai stracolpa collezione Madrilena.
Un plauso finale lo merita senza dubbio Zinedine Zidane, abile nell’installare una nuova mentalità dopo lo sfortunato regno di  Rafa Benitez. Inoltre – l’ex trequartista francese- diventa così il settimo campione ad aver vinto la Champions League sia sul campo che dalla panchina. Complimenti!

Andrea Nervuti

 

 

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