Fiorentina: l’ultima uscita casalinga della squadra di Sousa emblema del girone di ritorno. Si pensa già al futuro

Pubblicato il autore: massimiliano granato Segui

ilicic

L’ultima uscita casalinga della Fiorentina, che rappresentava l’occasione per congedarsi dal pubblico con una vittoria, è terminata in un nulla di fatto, nonostante il consueto impegno. Ora inevitabilmente lo sguardo volge verso il futuro. La squadra di Sousa non è andata oltre lo 0-0 contro il Palermo (quasi salvo visto il ko del Carpi)ed ha eguagliato un primato assai poco invidiabile: quello della stagione 2001-2002, quando la Fiorentina retrocesse in B e in estate fallì, dovendo ripartire dalla C2: in quell’occasione colse solo una vittoria nelle ultime undici giornate di campionato, al Bentegodi contro il Verona allenato dall’ex Alberto Malesani. Andando alla storia recente, nelle due stagioni precedenti la Fiorentina chiuse al quarto posto con 64 e punti nel 2014-2015 e 65 nel 2013-2014. Se ci fosse un risultato pieno domenica (alquanto difficile, vista la forma della Lazio), si chiuderebbe a 63 con un quinto posto che lascerebbe tanti dubbi ed un’amarezza già palpabile da un paio di mesi(forse più) a questa parte. Nei tifosi serpeggia la preoccupazione per la prossima stagione, che ha grandi punti interrogativi. Per quanto riguarda l’allenatore sembra che Paulo Sousa resti: in questo caso mai il verbo fu più azzeccato di questo, perché un progetto vero e proprio al momento non esiste. Si sa che partirà Roncaglia, si sa che Mario Gomez verrà dirottato altrove, come è certo che andrà via Babacar e che si cercherà di blindare Bernardeschi. Per la porta si pensa a Salvatore Sirigu, ma permangono dubbi: sia per l’ammontare dell’ingaggio, sia perché su di lui sta pensando seriamente anche la Juventus, visto che Neto verrà girato in prestito. Pasqual ha chiuso la sua esperienza viola dopo undici anni e ben 356 presenze mentre difficilmente Rossi tornerà a rivestire la maglia viola. Anche Ilicic pare sul piede di partenza: la società chiede 15 milioni, mentre per Babacar (anche per lui l’esperienza viola si può considerare chiusa)ne verranno chiesti 10. Ancora in uscita, il Napoli ha puntato ( e non da ora) l’urugaiano Vecino, voluto fortissimamente da Sarri. La dirigenza si sta muovendo per il centrocampista viola dell’Anderlecht Dennis Praet: il problema è che anche club inglesi e tedeschi lo hanno puntato: ora come ora è un pò presto per capire se l’operazione dovesse andare in porto.
Guardando al mercato italiano, circolano da tempo i nomi di Pavoletti e di Izzo: qualche idea, tanti punti interrogativi per una Fiorentina che deve trovare innanzitutto sè stessa. Il bilancio del girone di ritorno è stato piuttosto deludente, rispetto se non alle attese, ma alla prima,  ottima, parte di campionato in cui i tifosi, se non lo scudetto, avevano sognato un piazzamento Champions, che invece andrà a Roma e Napoli: i giallorossi hanno battuto la Fiorentina sia all’andata che al ritorno, mentre i partenopei solo all’andata: in tutto 9 punti su 12 disponibili sono andati agli avversari. I viola poi, sono stati superati anche dall’Inter, che ha preso il largo, anche senza brillare molto. Dovranno essere fatte quindi debite considerazioni sul fronte del mercato, onde evitare situazioni spiacevoli come quella di gennaio. Domenica si va quindi a Roma, sponda Lazio: provare ad ottenere un successo non cambierebbe granchè, ma comunque darebbe un piccolo segnale.

Leggi anche:  Graziani contro l'eventuale cessione di Lautaro: "Se toccano quel tandem allora veramente si indebolisce l’Inter. L'anno prossimo..."

 

MASSIMILIANO GRANATO

  •   
  •  
  •  
  •