Fiorentina: pari deludente a Verona: si aspetta solo la fine dei giochi

Pubblicato il autore: massimiliano granato Segui

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A Verona la Fiorentina cerca il riscatto dopo le due sconfitte consecutive di marca bianconera. Ma se ad Udine la squadra di Sousa si era dimostrata abulica, nella grande sfida quantomeno c’erano stati segnali di risveglio. Segnali che sabato sera si sono puntualmente spenti e non basta la mancata espulsione di Cacciatore, reo di un bel calcione ad Alonso, a creare un alibi. La squadra di Maran non incanta, ma crea gioco e si rende pericolosa quanto basta ( da ricordare specialmente il salvataggio di Tata nella ripresa). L’impegno c’è e la voglia di vincere parrebbe essere intatta, ma l’esito è quantomeno pietoso. Nel girone di ritorno si è vinto solamente cinque volte (contro Torino,Carpi, Inter, Atalanta e Sassuolo) e di queste una sola fuori casa (a Bergamo). Se si calcola solo il girone di ritorno i punti sono 22: il 20 dicembre 2015, dopo la vittoria con i clivensi, i punti erano 35: si tratta di numeri da brivido, che evidenziano una certa involuzione della squadra viola, che deve ringraziare la stagione negativa del Milan se il quinto posto è oramai in cassaforte. In avanti Kalinic è oramai un fantasma ed è testimoniato dalle sue polveri bagnate: la rete del 24 aprile contro i bianconeri sembrava l’inizio di uno sblocco, ma il rigore sbagliato nella stessa partita ha dimostrato che il giocatore croato è ben distante da quello micidiale del girone di andata: due sole reti ( a Bergamo oltre che nella gara contro la Juventus ) contro le dieci di inizio stagione. Nulla da dire sull’impegno, perchè impegno c’è stato, ma quella che è mancata è stata la concretezza: il fatto che il portiere romeno sia stato il migliore in campo la dice lunga: i difensori Tomovic e Rodriguez sono risultati sottotono e per fortuna Astori ha retto bene il reparto.  A centrocampo Tello ha deluso, ma non ha fatto granchè meglio il sostituto Federico Bernardeschi, ormai trascinato dal grigiore generale. Non del tutto sufficiente l’apporto di Borja Valero e di Mati Fernandez mentre un pò meglio ha reso Badelj. Alonso, Zarate e Kalinic e la sono cavata, ma l’abulia di cui sopra della punta croata fa preoccupare, anche alla luce di un’eventuale conferma per la prossima stagione. A chiudere il tutto, una piccola scintilla tra Ilicic ( entrato a 10′ dalla fine del tempo regolamentare, vista la botta rimediata nella partita precedente) e Sousa, subito sedata. Quest’ultimo fatto è l’emblema del clima che si sta respirando a Firenze: un clima pesante e tanti punti interrogativi pesano sul futuro della squadra e del suo timoniere. La stagione ormai è agli archivi e tanto vale pianificare il futuro al meglio: come sempre ci sono ben poche certezze e ci dovrà essere la volontà comune di programmare al meglio acquisti e cessioni, onde evitare il ripetersi di figure come il caso Milinkovic Savic o la famosa questione Salah, sulla quale pare che in questo mese ci sarà la sentenza definitiva: una sentenza che però, importerà davvero a pochi. Inoltre il mercato: tantissimi i nodi da sciogliere. Basterebbe poco per rendere la Viola competitiva, ma basterebbe anche poco per disgregarla.
MASSIMILIANO GRANATO

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