Giampiero Ventura: “Io c.t.? Un onore, ma ancora nulla di concreto”

Pubblicato il autore: Michele Santoro Segui

Giampiero Ventura in conferenza stampa <p data-wpview-marker=

Giampiero Ventura: “Io c.t.? Un onore, ma ancora nulla di concreto” – Quando fai bene il tuo lavoro, è normale essere premiati. Giampiero Ventura, lo fa da una vita. Dopo essersi seduto sulle panchine di mezza Italia, Venezia, Lecce, Cagliari, Sampdoria, Napoli, Messina, Udinese, Verona, Pisa, Bari e Torino, ora potrebbe accomodarsi su “la panchina”, quella della nazionale di calcio, il massimo a cui possa aspirare un allenatore di calcio. Ormai da tempo, l’attuale c.t., Antonio Conte, ha reso noto il suo futuro al Chelsea, ed inevitabilmente, dopo il torneo continentale che partirà il prossimo 10 giugno in Francia, si dovrà decidere sul nome della prossima guida tecnica, sul quale, al momento, vige ancora un grosso punto di domanda. Tutto sembra convergere sul 68enne mister genovese, che nelle scorse ore, secondo alcune indiscrezioni, avrebbe avuto anche l’investitura di Marcello Lippi, allenatore della nazionale di calcio vincitrice del Mondiale del 2006, e del presidente della FIGC, Carlo Tavecchio.

Intanto Ventura si nasconde, e al margine del ritiro della “Castagna d’oro“, premio dedicato alla memoria dell’ ex direttore di Panorama, Messaggero e Gazzetta dello Sport, Pietro Calabrese, a Soriano nel Cimino, in provincia di Viterbo, ha chiosato su questi rumors: “Fa piacere a qualsiasi allenatore essere accostato alla Nazionale. E’ stato scritto di tutto e di più, se mi chiedete un commento vi dico che oggi parliamo del nulla. Non c’è nulla di concreto, quindi aspettate cosa succede e vedrete. Io oggi sono qui solo per ritirare un premio che è prestigioso: basti vedere quali sono gli altri premiati”.

Poi, intercettato anche dai microfoni di Sky Sport 24, ribadisce: “Rimango dell’idea che qualsiasi allenatore, quando vede il proprio nome accostato alla Nazionale, non può che provare piacere. Però, qui finisce tutto. Io finora ho letto tante parole scritte che tali restano”.

Ventura commenta anche la possibilità di un’evoluzione del suo ruolo in caso di chiamata della federazione, passando da allenatore a selezionatore: “Me lo sono posto solo nelle ultime ore, visto che mi è stato chiesto a più riprese dai giornalisti. Sicuramente sono due situazioni molto differenti, che vanno affrontate in modo molto differente”. Poi aggiunge:  “Il mio entusiasmo è perenne, 24 ore al giorno. Ho detto e ripetuto più volte che faccio questo mestiere perchè mi dà adrenalina ed emozioni, che ricevo e provo anche a trasmettere”.

Capitolo spinoso, che ha rappresentato anche uno dei motivi di rottura con Conte, è il poco tempo a disposizione, durante la stagione sportiva, per gli stage azzurri: ““Se cambierà qualche cosa, affronterò il cambiamento, ma fino ad oggi non è cambiato niente, quindi continuo a lavorare quanto e come sto facendo, dalle 7 alle 23”.

L’investitura a nuovo c.t. ha incontrato il parere favorevole oltre che di Lippi, anche di un altro eroe di Berlino 2006, Fabio Cannavaro, e Ventura risponde così:  “ Fa piacere, ovviamente, ma non si è affrontato niente, continuate a chiedermi del nulla. Io a fine campionato ho detto che ero molto arrabbiato perchè ho definito il campionato del Torino come la stagione del rammarico. Se non ci fosse successo qualcosa che non doveva succedere, avremmo potuto competere col Sassuolo. Io ho ancora questa rabbia in corpo e non vedo l’ora di sfogarla. Ora vedremo dove, come e quando”.

Infine una battuta sul Sassuolo, ufficialmente ai preliminari di Europa League, dopo la vittoria in Tim Cup della Juve“Bisogna fare i complimenti a tutte le componenti, Di Francesco in primis, ma soprattutto alla società. In Europa non si va, se dietro non c’è una società importante che vuole diventare importantissima”.

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