I tre gol più belli della trentaseiesima giornata (video)

Pubblicato il autore: Francesco Saverio Simonetti Segui

Le punizioni del El Chino Recoba e l’incredibile salvezza del Venezia nella stagione 1998/1999. 14 Marzo 1999 Venezia 4, Fiorentina 1. Tripletta per l’uruguayo e due gol su punizione, qui il primo. Era la Fiorentina di Toldo, Rui Costa e Batistuta.

 

 

Si rinnova l’appuntamento settimanale con la classifica dei tre gol più belli dell’ultima giornata di Serie A.

Si ricorda a tutti i lettori che l’intento di questa rubrica è raccontare il gesto atletico, del campione o dell’eroe della giornata, e regalarlo all’immensa antologia dello sport popolare.

 

Al terzo posto (ed è il primo ad entrare due volte in questa speciale classifica) FRANCESCO TOTTI

C’è solo un capitano. Un fuoriclasse, una bandiera, un numero dieci. Nel nostro calcio, nel calcio mondiale. Perché la verità dei fatti è questa: è uno dei pochi artisti di questo sport, gli altri meri esecutori.

Il capitano, ora, ha trovato la sua identità – una delle tante nella sua carriera calcistica – anche nella gestione Spalletti: quell’impiego a mezzo servizio che da anni si paventa per Totti, ma che non l’ha poi mai visto in panchina, quell’impiego a mezzo servizio che ha mal digerito con il ritorno di Spalletti, anche perché era a servizio zero.

Adesso entra con un compito ben preciso: farla vincere ai suoi, e il capitano sembra aver accettato il compromesso.

Questa volta entra sul risultato di 1 a 1, si gioca al Marassi contro il Genoa. Ed è subito vantaggio Genoa con il solito Pavoletti.

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Passano pochi minuti ed è Totti a procurarsi, con astuzia, un calcio di punizione dal limite dell’area di rigore. Tocco dell’amico De Rossi, leggermente all’indietro. L’arbitro fischia e la punizione si deve ripetere, troppi movimenti non consentiti in barriera. L’uscita dai blocchi di Totti però è stata velocissima, rabbiosa. Quelli del Genoa non avrebbero avuto modo di contrastarlo in qualche modo. L’arbitro fischia per la seconda esecuzione, e il copione si ripete pari pari.

De Rossi tocca leggermente all’indietro con la suola, Totti compie uno scatto breve e fulmineo, pochi passi, tre o quattro in rapida sequenza, e poi impatta con una violenza tale che quando la palla parte vedi solo una scia bianca che nel giro di un secondo poi si spegne nella rete, alla sinistra di Lamanna, che subisce gol sul suo palo, ma nulla poteva fare.

É il classico tiro a tre dita, alla brasiliana, quel contatto con il cuoio che a soli pochi campione è concesso avere. Genoa 2, Roma 2. Il capitano ci riproverà più tardi con simil esecuzione, da posizione opposta, ma con il portiere più reattivo (anche perché doveva coprire meno spazio).

La Roma poi la vincerà, ancora in rimonta, e il genio di Totti, anche a mezzo servizio, continua a brillare, e contro ogni (mia) aspettativa continuerà a brillare perlomeno per un anno ancora.

Al secondo posto (ed è la prima volta che ci entra, ed è strano) GONZALO HIGUAIN

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É il secondo gol, in particolare, ad essere premiato, quello che al 77esimo minuto chiude definitivamente la partita contro un’Atalanta che non molla mai, che per el pipita significa 32 gol in 33 partite. Non c’è aggettivazione che tenga. E senza la squalifica di tre giornate (ecco perché è anche la prima volta che compare qui) sarebbe stato molto probabilmente scarpa d’oro, ma questa è un’altra storia, con ancora il capitolo finale da scrivere.

Dicevamo, minuto 77, il Napoli al San Paolo vince per 1 a 0 contro l’Atalanta di mister Reja che a Napoli nessuno si scorderà. L’Atalanta è lì ordinata che cerca di ripartire, la supremazia napoletana e del gioco sarriano senza eguali in questa stagione è netta, ma le occasioni sprecate fanno venire in testa quella strana legge, da secoli valida, “gol sbagliato, gol subito”.

Rimessa laterale di Ghoulam verso Mertens, il belga – spalle metà rivolte verso la porta – gira al volo di controbalzo con il piatto destro per Higuain, l’argentino rincorre il pallone non precisissimo e allunga di prima sulla destra per l’onnipresente Callejon, lo spagnolo conclude l’azione di stampo rugbystico e con un tocco sotto morbidissimo la mette subito al centro dell’area di rigore senza neanche aggiustarsela: sensibilità assoluta. La palla finisce sul dischetto dell’area di rigore, e c’è solo un uomo che può fermare il suo moto. Il numero 9 che in un calcio antico sarebbe stato anche 10. E di testa imprimendo forza ad un pallone che gli proviene quasi alle spalle e scendo lento, la gira sul primo palo, nell’angolino alla sinistra di Sportiello. Napoli 2, Atalanta 0.

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Azione semplicemente fatale per essenzialità: to-to-to-to-gol.

Al primo posto, ANDREA “IL GALLO” BELOTTI

E la cresta del gallo l’abbiamo vista sventolare già 12 volte quest’anno, ma mai dopo un gol così bello.

Il Torino è già in vantaggio per 3 a 1 sull’Udinese, a Udine.

Calcio d’angolo a favore dei bianconeri, Padelli respinge con i pugni, la palle finisce tra Benassi, Badu e Martinez, il più furbo di tutti è quest’ultimo che approfitta dello scontro a vuoto tra gli altri due, e serve di testa Belotti che sta correndo. Non un palla semplicissima da controllare e infatti il Gallo non è che ci pensa poi molto di addomesticarla. Stop al volo in corsa di petto. Treno. Essì perché per ottanta metri, è una corsa senza tirare giù la leva del freno, passa spedito in mezzo ai primi due difensori dell’Udinese e poi uno contro uno con l’ultimo uomo friulano, decelera, palla da una parte, lui dall’altra, avversario immobile, e di nuovo treno, area di rigore, leggera decelerazione, la lucidità e la sensibilità di colpire con il piatto destro, all’angolino alla destra di Karnezis. Udinese 1, Torino 4 (i granata ne segneranno un altro) coast to coast eseguito alla perfezione, cioè alla Weah.

Sventola la cresta anche Mister Ventura nella sua simpatica goffaggine, l’agita ovviamente anche il bomber granata. Dodicesimo gol in campionato, Europei in vista, e, in Italia, al momento, nessun attaccante è meglio del Gallo.

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