Il lungo addio dei bomber italiani

Pubblicato il autore: Alessandro Paroli Segui

bomber

Questa stagione di serie A che sta andando in archivio, dal punto di vista della classifica marcatori (e non solo), verrà sicuramente ricordata per il dominio incontrastato dei bomber argentini: Higuain, ovviamente, arrivato a quota 33 reti come un altro argentino, che militava nell’Inter, Antonio Valentin Angelillo; ma anche Paulo Dybala, grande rivelazione della Juventus penta campione d’Italia, che per ora ha segnato ben 17 volte, rivelando oltre le immense qualità tecniche, anche quelle notevoli da bomber. E poi Mauro Icardi, 16 gol (ma stagione finita per infortunio) quest’anno, dopo i 22 del passato campionato. A quota 17 ci sarebbe un altro sudamericano, Carlos Bacca, unico a salvarsi nella travagliata stagione del Milan. Ma i bomber italiani dove sono finiti?

I primi due, con 13 gol, sono Leonardo Pavoletti e l’oriundo Eder, ben lontani dalla vetta della classifica. E dire che negli ultimi 10/11 anni la tendenza era stata ben diversa: dal 2004/2005 fino alla passata stagione i protagonisti erano stati quasi sempre bomber italiani. Cristiano Lucarelli che, con 25 marcature, salvò il suo Livorno; Luca Toni con la maglia viola della Fiorentina, ultimo (prima di Higuain) a sfondare il muro dei 30 gol. E poi Francesco Totti e Alessandro Del Piero, due icone del calcio nazionale. Il 2009/2010 e il 2010/2011 furono le stagioni di Antonio Di Natale, prima di Ciro Immobile e poi ancora Luca Toni nella passata stagione (in coabitazione con Mauro Icardi). Centravanti di razza, che hanno segnato una generazione intera di calciatori, vincendo titoli in Italia ma anche all’estero. Centravanti che, però, sono al passo di addio; non è un caso che la carriera di Di Natale sembri arrivata alla sua naturale conclusione, nonostante il bomber napoletano non sia ancora riuscito a comunicarlo ufficialmente. Lo ha fatto invece Luca Toni, che nel testacoda tra il suo Verona e la Juventus campione d’Italia, si è tolto anche lo sfizio del gol con un cucchiaio su calcio di rigore. Non lo farà, almeno quest’anno, il capitano giallorossso Francesco Totti che, a furor di popolo e forte di un finale di stagione straordinario con annessa media gol stupefacente, firmerà molto verosimilmente il rinnovo di contratto tanto osteggiato dal presidente Pallotta. Ma anche se non fosse l’ultima stagione di Totti sui campi italiani, siamo purtroppo molto vicini alla fine della carriera del glorioso numero 10.

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E allora il futuro si fa nebuloso, perché all’orizzonte non si vede chi possa cogliere la pesante eredità di questi super bomber. E anche a guardare le scelte del CT Antonio Conte non c’è di che stare allegri. Il prescelto per guidare l’attacco azzurro a Euro 2016 pare essere Graziano Pellé, ormai lontano dal nostro campionato da molti anni. Il centravanti leccese dopo stagioni di grande prolificità in Olanda è passato alla Premier League, nel Southampton, dove nello scorso campionato ha messo a segno 12 reti, mentre quest’anno è fermo a quota 10. Numeri che, onestamente, non fanno impallidire (se non per la tristezza). Come già detto, la serie A in questa stagione, in quanto a gol “italiani”, non ha dato migliori garanzie, ma è innegabile che su un nome ci sia molto fermento nelle ultime ore: quello del livornese Pavoletti. Bomber esploso tardi (Leonardo ha 28 anni) ma che sulle spalle ha tanti anni di gavetta (e di gol) in Lega Pro e in serie B; in questa stagione sembra essere sbocciato in tutto il suo valore, nonostante un inizio difficile, una squalifica di tre turni e un infortunio, che ne hanno minato il cammino. Pavoletti ha colpito per la grinta, per la voglia di sacrificio e per un ottimo fiuto del gol: chissà che anche Conte non ci stia facendo un pensierino. Alle sue spalle scalpita il Gallo Belotti, anche lui protagonista di un’ottima annata, nonostante il poco spazio concessogli ad inizio stagione. Per il resto non si vedono centravanti italiani che possano infiammare i cuori dei tifosi, come sono sempre riusciti a fare i sopracitati bomber di razza.

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