Il tifoso

Pubblicato il autore: giovannisorbello Segui

Tifoso-grecoAspettando gli Europei. Chi convocare,chi far restare a casa. Ancora non si sa. Nel frattempo si aspetta anche la finale di Champions tra le due squadre di Madrid. Sarà un partita molto combattuta e dal finale incerto.

Ma passiamo al tema principale di questo articolo. I tifosi. Sono di vario tipo e rendono interessanti le giornate. Si possono suddividere in sette categorie.

  • L’ultras : Viene definito come il tifoso più appassionato , quello che tifa la squadra per 90 minuti di fila,quello che lascia famiglia,bambini, lavoro pur di seguire e sostenere la propria squadra. Il rituale sacro è quello del prepartita, dove si spappola il fegato come se non ci fosse un domani e elimina i neuroni del cervello ascoltando O Maria Salvador.

 

  • Il vecchio : Non capisce quasi nulla di calcio. Il suo unico obiettivo è quello di insultare il malcapitato arbitro di turno, usando degli epiteti che andavano di moda all’epoca della prima guerra mondiale. Insomma in uno stadio di calcio è utile quasi quanto Salvini nella politica italiana.

 

  • Il leone da tastiera : Non guarda nemmeno le partite. Però segue l’onda delle polemiche, scatenandone a sua volta delle altre. Aspetta il quarto d’ora dopo la fine delle ostilità in campo e poi inizia a sparare frasi senza senso del tipo : no ma se Dybala non fosse andato a letto con la figlia di Allegri, avrebbe giocato dall’inizio tutte le partite . Oppure : ma il Pipita sta flirtando con Belen, sarà sicuramente spompato quest’anno e non segnerà mai. Morale della favola? Non ne azzecca mai una e viene spesso deriso da tutti. A quel punto gioca la sua carta segreta e inizia ad insultare tutti, maledicendo le madri e le famiglie di chi osa andargli contro. Si scoprirà che è semplicemente un bambino di 13 anni, che la domenica pomeriggio non ha nulla da fare.

 

  • L’esperto di tattica : Conosce tutte le disposizioni di una squadra. Ti fa un monologo sull’utilità del falso nueve, sulla bellezza del 4-3-3, sulla difensività del 3-5-2, su quanto sia forte Padoin. Lo trovi ovunque. Allo stadio,in un pub quando ti vedi la partita, e anche a casa tua, mentre sei sdraiato sul letto cercando lo streaming migliore. E’ sempre pronto a dire la sua e a criticare il modulo messo in campo, anche in una partita tra bambini dell’oratorio. Ottimo nei momenti di bisogno, cioè quando ti manca il 10 a calcetto, ma spesso non sa nemmeno stoppare un pallone.

 

  • Il disfattista : Non importa il tipo di partita. Che sia un’ amichevole, una partita di campionato, di Champions o di Coppa Italia, questo tipo di tifoso dirà sempre che la sua squadra perderà. Anche che la partita sia Pizzighettone – Inter. Questo rito assume ormai una forma scaramantica, e senza di esso non si può guardare la partita serenamente. Inizialmente fa ridere chi lo ascolta, ma dopo un po’ finisce per non essere ascoltato da nessuno, finendo per restare solo ed entrare in depressione. Save the disfattist.
  • L’arbitro : Fa il direttore di gara come mestiere. Quindi si crede una spanna sopra agli altri. Cerca di spiegare a tutti la regola del fuorigioco, soprattutto alle ragazze nei bar, per cercare di fare colpo, ma l’unica cosa che attira è la cameriera, che gli porta il conto, per mandarlo via il prima possibile. Durante le partite diventa insopportabile, perché cerca di spiegare il motivo dell’ammonizione o del rigore a chi è con lui, ma a nessuno frega una ceppa. E’ la causa scatenante di molte liti fra tifosi di squadre avversarie e spesso a causa sua si perdono delle amicizie decennali, che sembrava potessero resistere anche a un secondo Big Bang.

 

  • L’italiano : E’ la categoria più vasta del nostro calcio. La sportività non esiste. Il riconoscere il valore degli avversari nemmeno. Un esempio lampante è quello della Juve, che nell’ultima partita di campionato, è stata accusata di aver rubato la partita al Torino, per un gol annullato per fuorigioco e per un espulsione non data. Ma in una partita finita 1-4, cosa c’è da recriminare? Perché non si va a stringere la mano all’avversario e non si va a casa? Perché nessuno si prende la colpa, ma si preferisce scaricarla sui direttori di gara? E’ così difficile riconoscere gli errori commessi? Anche nell’eliminazione dalla Champions, subita sia dalla Juve che dalla Roma, le uniche espressioni sono state quelle di soddisfazione e di scherno. Ma non si capisce che così facendo il nostro calcio va a picco? Cosa costa essere sportivi e tifare per le squadre italiane in Europa? Però quando ci sono gli Europei o i Mondiali, siamo tutti uniti sotto un’ unica bandiera. Un po’ di coerenza non guasterebbe. Bisognerebbe finirla di accusare i direttori di gara e riconosce la superiorità di squadre come Juve, Napoli e Roma, che non hanno bisogno di questi errori per vincere la partita. Ma si sa, siamo in Italia, ed è meglio dire che la proprio squadra ha perso per degli errori di Rizzoli, Orsato ,Rocchi o Gervasoni, piuttosto che accusare il proprio mister che ha fatto giocare dei cadaveri, che nemmeno correvano. Svegliamo il criceto in prognosi riservata che molti hanno in testa e impariamo a essere sportivi una volta nella vita.

 

Queste sono, secondo me , le categorie del tifo italiano. Magari ne manca qualcuna, ma in linea di massima ci sono tutte. Ognuno si identifichi dove ritiene più opportuno, ricordando sempre, che nonostante la fede calcistica sia diversa, alla fine siamo tutti uguali

Giovanni Sorbello

  •   
  •  
  •  
  •