Juventus, Buffon: “Vinceremo la Champions entro due anni”

Pubblicato il autore: Christian Vannozzi Segui

championsNon è proprio andata giù al portierone della Juventus Buffon l’eliminazione dalla Champions League a opera del Bayern Monaco, eliminazione che pregiudica anche quest’anno la vittoria nel massimo trofeo continentale, cosa che manca alla Juventus dall’ormai lontanissimo 1996, quando i bianconeri guidati dal coach Marcello Lippi e da un formidabile Alessandro Del Piero, superarono in finale quella che era considerata da molti la squadra delle meraviglie, ovvero l’Ajax targato Van Gaal. A quel tempo il buon Buffon non militava nella compagine bianconera, e per questa ragione il successo in Champions è qualcosa che manca nella sua bacheca ricchissima di trofei, tra cui il Mondiale vinto nel 2006.
Buffon sente profondamente la mancanza del massimo trofeo che un calciatore può raggiungere in carriera a livello di club, e per questa ragione si è dato una data precisa, e cioè due nni, ovvero gli anni che gli mancano ancora da giocar prima di appendere scarpini e guantoni al chiudo.
In un’intervista rilasciata al TG1, il portiere della Juventus e della nazionale italiana ha ben spiegato come per lui sia molto importante vincere con la sua squadra, cosa che gli darebbe molta più soddisfazione di un trofeo individuale, affermando anche che gli rimangono solo due possibilità:

“Il tempo di ricevere determinati premi individuali è passato. Sono momenti che si superano e si cancellano. Adesso penso al bene del mio club. L’assalto alla Champions League continua. Rimangono due anni per me, quindi due possibilità. Visto che non ho tantissime chance, dovremo cercare di ridurre al minimo i rimpianti”.

Buffon dopo la Champions

Cosa farà però Buffon dopo questi due anni che si spera saranno coronati con una vittoria in Champion League? Il portiere juventino ha voluto esprimersi anche su questo quesito, spiegando come non si senta adatto a un’avventura da tecnico, bensì a un incarico dirigenziale, che vedrebbe più adatto alle sue caratteristiche e alle sue capacità:

“Allenatore o dirigente? Nel mio futuro vedo più un ruolo dirigenziale che tecnico. La mente dell’allenatore è usurante. Vengo da vent’anni di professionismo e credo che il meglio per me sia la seconda strada”.

Come afferma, e come è purtroppo vero, la mente dell’allenatore è usurante, e per chi vuole rilassarsi dopo il grande stress sofferto in carriera, non c’è niente di meglio di un incarico dirigenziale, magari come vice-presidente alla Zanetti.

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